«Dieci in condotta a tutti gli allievi»
La sociologa: questa vicenda fa respirare una ventata d’aria fresca
TRASACCO. «La vicenda che coinvolge i bambini in visita a Roma ci fa respirare una ventata d’aria fresca: nessuno rimane solo, nessuno viene lasciato indietro, 10 in condotta a tutti loro». A parlare è la docente di sociologia dell’Università di Perugia, Isabella Corvino, a proposito della storia dei bimbi di Trasacco che hanno rinunciato alla gita scolastica a Roma, dopo la rottura della pedana del bus, per non lasciare solo un compagno disabile che non sarebbe potuto scendere dal mezzo. «Negli ultimi decenni», spiega la professoressa Corvino, «la scuola è diventata un luogo in cui gli obiettivi d’apprendimento, il sistema di votazione, la misurazione e valutazione delle competenze hanno progressivamente spostato il focus dalla cura del soggetto al singolare e in comunità alla formazione di individui altamente formati, ma forse poco consapevoli di se stessi e degli altri. Non di rado si possono leggere storie di bullismo, di emarginazione, di depressione per esami non superati che non sono espressione di contesti marchiati dalla deprivazione, ma sono l’altro volto di una cultura del singolo che non riesce a vivere la vita con i suoi ostacoli e le relazioni umane in maniera armonica ed empatica». Tornando alla vicenda dei bambini in visita a Roma, la Corvino sottolinea che «il senso delle uscite scolastiche, oltre all’intento educativo relativo alla storia di luoghi e opere è proprio quello di mettere alla prova i piccoli studenti in situazioni diverse dalle solite per renderli sicuri del proprio agire prendendosi cura l’una dell’altro. Avranno tempo per studiare la storia di Roma e magari di tornarci insieme».

