Dieci metri al giorno per rifare i sottoservizi

9 Aprile 2015

Al via la recinzione del cantiere, gli scavi veri e propri da metà maggio Crisi Edimo: la produzione dei conci di cemento armato dirottata a Rieti

L’AQUILA. Il primo intoppo della giornata soleggiata di via Sallustio è...il tappo difettoso di una bottiglia di prosecco che procura sforzi sovrumani al sindaco Massimo Cialente nella fase di apertura. Ben poca cosa, certo, rispetto a quello che sarà quando, tra pochi giorni, cominceranno a saltare in aria tutti i sampietrini del centro storico. Niente rivolte come nei moti del 1971, per carità. Solo qualche chilometro di trincea – di una guerra assai lontana dal finire – in cui calare i grossi manufatti di cemento armato che sarebbero dovuti uscire da una fabbrica locale, ma che, dopo la crisi del gruppo Edimo, saranno realizzati da una ditta con sede a Rieti, di proprietà degli imprenditori aquilani Pezzopane, e trasportati cinque alla volta all’Aquila. Con costi aggiuntivi. La stessa azienda farà pure le canaline dove passeranno i cavi dello Smart tunnel.

FOGNE-FIBRA. «Non chiamatele fogne, per carità». Al sindaco la parola piace poco. Meglio fibra ottica e banda larga. La galleria scatolare sotterranea polifunzionale destinata a cambiare la vita della città – e soprattutto dei cittadini e dei commercianti che in centro storico ci sono tornati – sta per essere calata tre metri sotto terra. Oggi, con una sfilata di politici di prima e seconda repubblica degna dei grandi eventi, si taglia il nastro rosso e si ascoltano le buone intenzioni. Si recinta il cantiere che andrà avanti al ritmo di 10 metri al giorno. Ma quando i fronti aperti saranno più d’uno, si potrà arrivare fino a 40. E ogni 100 metri sarà ripristinato il tappetino d’asfalto. Il maxi-appalto da 80 milioni bandito dalla Gran Sasso Acqua spa e affidato all’Asse centrale scarl – società consortile a responsabilità limitata composta dall’Acmar di Ravenna e dalle aquilane Taddei ed Edilfrair – muove finalmente i passi con l’avvio del primo stralcio da 38 milioni: 13 chilometri a partire da via Sallustio, via Camponeschi, piazza Rivera, via dell’Annunziata e via delle Aquile. Il tunnel ispezionabile, con le reti elettrica, telefonica, idrica e Internet a banda ultra larga (fogne e metano a parte), viene magnificato dal presidente Gsa Americo Di Benedetto, dal sindaco Massimo Cialente, dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli (l’unico promosso a pieni voti alla prova-megafono), dall’ex capo dipartimento Diset Aldo Mancurti, dal capo dei costruttori Gianni Frattale (che realizzerà i lavori con Edilfrair) e dalla rettrice Paola Inverardi.

CANTIERI A RISCHIO STOP. Se il passaggio del tunnel confligge col cantiere privato (e in centro ce ne sono diversi) toccherà a quest’ultimo fermarsi «perché prevale l’interesse pubblico». Anche i negozi aperti (un’ottantina quelli censiti) rischiano di dover chiudere di nuovo i battenti, «ma se ciò avverrà sarà per breve tempo, massimo 10 giorni», come azzarda Di Benedetto. In due anni, si spera, le opere saranno completate. «Con la banda ultra larga aumenterà la competitività di questa città, che diverrà appetibile e ancor più attrattiva», sostiene Cialente, che poi percorre via Cavour e giunge fin sotto a Palazzo Margherita «dove tra un paio di mesi partono i lavori, finalmente», sospira.

GRANDI OPERE. A vedere il parterre(avvistati, tra gli altri, gli ex sindaci Biagio Tempesta, Enzo Lombardi, Giuseppe Placidi e l’ex parlamentare Romeo Ricciuti) viene in mente che l’ultima grande opera che fu annunciata all’Aquila fu la metropolitana. Cialente allora si mette le mani in tasca per riporre un pezzetto di nastro rosso appena tagliato. «Troppi i gufi che si ricordano di noi una volta all’anno...1,2,3: via!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA