Diffamò Federico, condannato a 4 mesi

6 Ottobre 2018

Insulti dopo le dichiarazioni sui gay, 34enne di Chieti dovrà risarcire i danni all’allora sindaco

SULMONA. Il Tribunale di Pescara ha ieri condannato a quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese di costituzione di parte civile, Stefano Lattanzio, nato a Chieti 34 anni fa, per il reato di diffamazione nei confronti di Fabio Federico, difeso nel giudizio dall’avvocato Guido Colaiacovo. Federico che all’epoca dei fatti, nel 2011, era sindaco di Sulmona, aveva ricevuto dall’imputato alcune offese tramite Facebook, in riferimento alle dichiarazioni che erano state attribuite all’allora primo cittadino sui gay in un video mandato in onda vari anni prima da una emittente locale. Tra le altre cose, Lattanzio aveva scritto frasi molto offensive. Sempre in relazione alla stessa vicenda e sempre per offese rivolte a Federico sui social, alcuni giorni fa, inoltre, la Corte d’Appello di Ancona ha depositato la sentenza con la quale ha ribaltato, ai fini civilistici, quella emessa di assoluzione dal tribunale della stessa città nei confronti di Patrizio De Bustis; i giudici di secondo grado hanno dichiarato l’imputato responsabile ai fini civili del reato che gli è stato contestato e lo hanno condannato al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese processuali.
E ancora, nei mesi scorsi ad altri accertamenti di responsabilità, con conseguenti condanne al risarcimento dei danni, erano pervenuti i giudici per gli insulti all’indirizzo di Fabio Federico. Come nel caso della Corte d’Appello di Messina nei confronti di Paolo Versaci.
«Negli anni scorsi altri procedimenti si erano conclusi con altre condanne per le quali debbono ancora essere celebrati i processi di appello», sottolinea Colaiacovo, «o con la remissione di querela previa lettera di scuse e pagamento di spese; oppure con patteggiamento. In cinque casi, per offese meno gravi, i giudici hanno proceduto con archiviazioni o assoluzioni».
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