Diffida al Trentino: «L’orsa non va uccisa»

L’avvocato sulmonese Simonetti su Jj4: «Se non ci si atterrà al Tar, pronta a denunciare la Provincia»
SULMONA. «Sospendere l’uccisione dell’orsa Jj4 e attenersi alle prescrizioni del Tar. In caso contrario non esiterò un attimo a sporgere una querela-denuncia nei confronti del presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti». La diffida arriva da Sulmona a firma dell’avvocato Cinzia Simonetti, patrocinante in Cassazione, da sempre vicina alle tematiche ambientali e carcerarie, con cui minaccia l’ente e il suo principale rappresentante. Nell’atto di diffida l’avvocato Simonetti, dopo aver ripercorso la storia che ha portato alla cattura dell’orsa Jj4, che lo scorso 5 aprile ha aggredito e ucciso a Caldes (Trento) il giovane Andrea Papi, 26 anni laureato in scienze motorie, mentre stava facendo jogging in un bosco del trentino, afferma che qualora il Tar il prossimo 5 maggio dovesse annullare l’ordinanza con cui il presidente Fugatti ha ordinato l’abbattimento dell’orsa, la stessa dovrà essere messo in sicurezza senza che vi siano poste in essere condotte volte all’eliminazione dello stesso.
«Diffido l’ente provinciale dal porre in essere eventuali condotte lesive al benessere dell'animale selvatico», scrive l’avvocato sulmonese, «e in caso di annullamento dell'ordinanza di abbattimento ad attenersi rigorosamente a tutte le prescrizioni che saranno imposte dal Tribunale amministrativo regionale. Nel caso di inottemperanza denuncerò l’ente provinciale davanti all’autorità giudiziaria competente per le eventuali ipotesi di reato configurabili». Nei giorni scorsi il Tar di Trento aveva sospeso l’ordinanza di abbattimento dell’orsa Jj4. I giudici amministrativi avevano accolto le motivazioni formulate dalla Lav (Lega anti vivisezione) e avevano sospeso l’ordinanza fino all’11 maggio. (c.l.)
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