Diktat da destra al sindaco: «Giù le mani dalla Dama»

25 Giugno 2018

L’AQUILA. «Giù le mani dalla Dama». Da destra caldi inviti al sindaco («saprà dare prova di grande saggezza») a ripensare la scelta e ad affiancare «alla preziosa opera svolta dal Comitato...

L’AQUILA. «Giù le mani dalla Dama». Da destra caldi inviti al sindaco («saprà dare prova di grande saggezza») a ripensare la scelta e ad affiancare «alla preziosa opera svolta dal Comitato scientifico per la Perdonanza, l’esperienza di chi la Perdonanza la vive e la interpreta da anni». Leggasi commissariamento del comitato di saggi chiamato a mettere «ordine» nel corteo e ora tirato per la giacca. Il messaggio non arriva dall’opposizione bensì dalla maggioranza, in particolare dal consigliere Vito Colonna (Forza Italia).
«Si può rimanere fedeli alla tradizione pur rinnovando le modalità con cui essa si trasmette alle generazioni future», dice lo storico esponente della destra aquilana. «È vero, la Dama non è mai vissuta realmente (sic), è stata introdotta solo da pochi decenni, ciò nonostante è divenuta simbolo della città, una figura sospesa tra storia e fantasia certamente, ma in grado di coniugare perfettamente il valore della tradizione con quello del rinnovato ruolo della donna nella società, una alterazione dell’ortodossia storica del tutto accettabile e non pacchiana. Abolire tale figura, se da una parte renderebbe il corteo storico filologicamente più corretto, dall’altra spaccherebbe di fatto le anime che hanno mantenuta fin qui viva la fiamma della tradizione».
Anche Colonna si allinea al Pd e mette le mani avanti sull’Unesco. «Non dimentichiamo che la figura della Dama fa parte del protocollo del corteo storico, elemento da non sottovalutare se si considera che esso è inserito nell’iter per il riconoscimento Unesco. Sconfessare quel protocollo significherebbe abbandonare ogni futura speranza di riconoscimento, con tutte le conseguenze negative». (e.n.)
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