Dilaga il gioco d’azzardo dopo il terremoto

22 Marzo 2016

In città e in tutta la provincia è aumentato il numero di scommettitori Cresce anche il consumo di alcol e droga tra gli adolescenti

L’AQUILA. La malattia del gioco d’azzardo. Un problema dilagante, in provincia dell’Aquila, dove tale dipendenza è in crescita esponenziale. Negli ultimi anni, la spesa pro- capite è passata dai 780 euro del 2007 a 1.335 euro del 2012, con una crescita peri al 73,7%. A essere coinvolti sono, sempre di più, i giovani, alle prese anche con abuso di alcol e droga. A soli undici anni c’è già il consumo dei primi alcolici, in misura eccessiva. Dati che sono lo specchio del disagio sociale, più che mai evidente, del post terremoto.

Maurizio Fiasco, sociologo e presidente dell’Alea, l’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, ha spiegato le motivazioni di tali comportamenti devianti nel corso di una conferenza stampa organizzata, a Roma, dalla Scuola internazionale “Etica & sicurezza” dell’Aquila, diretta dalla filantropa Paola Guerra Anfossi.

«L’altro campanello di allarme», sottolinea Fiasco, «è relativo alle installazioni di slot-machine. Da una ricerca effettuata su tre indicatori di esposizione, L’Aquila risulta la più “invasa” in assoluto, con 13,2 dispositivi ogni mille abitanti e 32,8 apparecchi ogni dieci chilometri quadrati. Più in generale, si osserva che nell’intera regione Abruzzo il consumo di gioco d’azzardo per persona è ben al di sopra della media nazionale con 1.416 euro pro capite».

Numeri confermati dalle analisi del Sert della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila: i pazienti che nell’ultimo biennio hanno deciso di intraprendere un percorso terapeutico sono passati dai 26 del 2014 ai 36 dello scorso anno, con un aumento del 40 per cento.

«In una realtà piccola come la nostra si tratta di una crescita rilevante», afferma Daniela Spaziani, psichiatra e responsabile del Sert, «ognuna di queste persone vive un microcosmo abitato da sofferenze e dolore: gravi perdite economiche, famiglie lacerate, amici persi e, di frequente, lo spettro degli usurai». E a cadere nella trappola delle dipendenze sono, soprattutto, i giovani, alle prese con alcol e droghe. Il primo bicchiere di alcolici si consuma già a 11 anni, mentre il consumo di cannabis è diffuso già dai 13.

«Mentre gli utenti che hanno fatto ricorso al Sert per uso di droghe», dice Spaziani, «dal giorno del terremoto è diminuito, quelli che lo hanno fatto per abuso di alcol è cresciuto in maniera importante. Si è passati dai 111 del 2009 ai 156 del 2014, con un aumento vicino al 40%». Per questo, abbiamo potenziato l’attività di prevenzione, intervenendo, in particolare, su ragazzi e adolescenti e portando nelle scuole la testimonianza di chi è uscito dal tunnel delle varie dipendenze». Nel 2010, anno dopo il sisma contrassegnato da una prolungata permanenza in alloggi precari, la provincia dell’Aquila ha “guadagnato” 13 posizioni nella classifica negativa dell’incidenza del gioco d’azzardo in rapporto al reddito disponibile. Prima del sisma occupava la 27esima posizione, nel 2010 è salita alla 14esima. Ma picchi impressionanti, nella propensione al gioco d’azzardo, li raggiungono anche le province di Teramo e Pescara, dove la spesa pro capite è passata dai 968 euro dei 2007 ai 1.898 del 2012 a Teramo e dai 941 euro del 2007 ai 1.569 del 2012. Del tema si parlerà nell’incontro organizzato per il 7 aprile dalla Scuola internazionale “Etica & sicurezza”, alla Dompé, all’Aquila.

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA