Dipinto murario scoperto e restaurato

4 Luglio 2021

Ritrovato casualmente durante i lavori nella chiesa di San Francesco di Paola: oggi la benedizione

SULMONA. Era stato scoperto quasi per caso, durante i lavori di restauro di parte della chiesa di San Francesco di Paola. Oggi sarà ufficialmente inaugurato e potrà tornare ad essere ammirato da fedeli e appassionati di arte antica. Torna alla luce la “Deposizione di Cristo dalla Croce”, dipinto murario di epoca sei-settecentesca che sarà benedetto questa mattina alle 11 nell’ambito della tradizionale festa dedicata a San Francesco di Paola, alla presenza della banda. Il restauro è stato presentato ieri dal parroco fra Nicola Galasso, dall’architetto Gaetano Pagone, dal presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, dal restauratore Paolo Cui, dall’imprenditore Marcello Cantelmi e da fra Nello Greco. La cappella che accoglie il dipinto murario, è stata nascosta per anni, chiusa da un tramezzo e adibita ad ospitare la centrale termica. L’intervento di restauro che è costato 20 mila euro finanziato interamente dalla Fondazione Carispaq, ha seguito le linee conservative volte a salvare le tracce di policromia presenti e a consolidare gli strati compositivi della pittura. La reintegrazione cromatica, eseguita ad acquarello, ha tenuto conto del pessimo stato conservativo di partenza. Il dipinto sarebbe stato parte di una serie che rappresentava i momenti salienti della Passione di Cristo. «E’ stata sicuramente un’opera di restauro impegnativa e con i promotori dell’impresa abbiamo condiviso passo dopo passo il restauro compiuto», ha sottolineato Paolo Cui, presidente del Consorzio artigiano Arcovaleno. Intanto il presidente della Fondazione Carispaq ha annunciato che è suo intento proporre un contributo anche per riportare alla luce la chiesa di Santa Maria delle Grazie, sulla quale è stata poi costruita l’attuale chiesa di SanFrancesco di Paola. Una chiesa che nasconde ancora molti tesori e nella quali sono presenti ancora molte tombe, ancora praticamente intatte. «Con il nostro contributo abbiamo inteso segnare la ripartenza anche della cultura», ha sottolineato Taglieri, ritenendo «che la storia della città passi anche per queste opere solo all’apparenza piccole ma che rivestono invece grande valore e pregio». Gratitudine per quanti si sono adoperati per il restauro è stata espressa da Pagone e fra Nicola.(c.l.)
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