Dirigente della polizia locale, scontro politico
Critiche dalle opposizioni dopo la pronuncia del Tar: «Una figuraccia». Palumbo convoca la vigilanza
L’AQUILA. «Siamo di fronte ad una gravissima e palese violazione delle norme vigenti. Una brutta figura, un atto di prepotenza ed arroganza che si doveva e poteva evitare». Così la consigliera comunale del Partito democratico, Stefania Pezzopane, dopo la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la nomina di Domenico De Nardis come dirigente ad interim della polizia municipale dell’Aquila. La Pezzopane torna sull’interrogazione presentata lo scorso 20 dicembre, sottoscritta dai consiglieri di minoranza Verini, Rotellini, Romano, Tomassoni e Palumbo.
«Ho chiesto», dice l’ex deputata, «per quale motivo a distanza di oltre cinque anni si continua a ritenere che il capoluogo di regione debba avere un comando di polizia locale privo di un figura dirigenziale come comandante così come prevedono le norme vigenti e così come avviene a Pescara ed Avezzano ed in tutte le città capoluogo di regione». All’interrogazione, osserva Pezzopane, rispose l’assessora Laura Cucchiarella che, in riferimento alla nomina di De Nardis diceva: «Oltre ad avere il profilo di dirigente nell’ente, venne assunto a seguito dell’espletamento di concorso pubblico bandito per un posto di comandante dei vigili urbani».
«Quindi», aggiunge Pezzopane, «si ribadiva che era un dirigente comunale, ex comandante, ma non più facente parte del corpo della polizia municipale come invece prevede la norma vigente».
come un paesetto montano
Dura anche la reazione dei consiglieri Enrico Verini e Gianni Padovani: «Il Tar Abruzzo ha decretato che è illegittima la nomina effettuata dal sindaco a un dirigente del Comune dell’Aquila, come capo della polizia municipale. Come opposizioni», scrivono, «avevamo segnalato da tempo il problema; del resto la legge regionale parla chiaro: il comandante del corpo della polizia municipale, deve essere un membro della stessa (ossia uno in divisa). Ci avevano riposto che ci sbagliavamo e invece si sbagliavano loro. Il problema non è solo burocratico, ma è sostanziale: senza un comandante, regna incertezza e confusione tra il personale e le lamentele in tal senso, sono chiare e non possono essere ignorate».
I due consiglieri chiudono con l’auspicio «che ora si ponga rimedio in primis conferendo l’interim al più alto in grado tra loro e si apra una procedura pubblica per reclutare un comandante. Non è bello che oltre ad essere l’unica città al mondo senza scuole in centro, siamo anche l’unico capoluogo di provincia (figuriamoci di regione) che in Italia non ha un comandante dei vigili urbani (polizia municipale). Non è da capoluogo questa situazione, ma da paesetto di montagna».
commissione di vigilanza
Per il consigliere del Pd, Stefano Palumbo, «di questa vicenda ci eravamo occupati già nel 2020 quando a capo del comando dei vigili urbani dell’Aquila era stato nominato con incarico ad interim il dottor Amorosi. Contestavamo, esattamente come oggi fa il Tar per l'avvocato De Nardis, la legittimità dell’incarico di comandante che secondo la legge regionale può essere ricoperto solo da una figura inquadrata nel ruolo della polizia locale». Pronta dunque la convocazione della commissione di vigilanza per andare fino in fondo alla questione: «In virtù di questa sentenza», conclude Palumbo, «sarà mia premura convocare nei prossimi giorni la commissione di vigilanza e controllo per i necessari approfondimenti». (l.p.)
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