Dirigente licenziato, l’Arap risarcisce

10 Dicembre 2019

Accolto il ricorso dell’architetto Rossi contro l’Azienda regionale attività produttive che ora dovrà pagare 400mila euro

L’AQUILA. Il giudice del lavoro, Anna Maria Tracanna,ha stangato l’Azienda regionale attività produttive (Arap), l’ente che ha accorpato i nuclei industriali, in riferimento all’accoglimento di una domanda avviata da un dirigente il quale era stato inserito nell’ambito di un licenziamento collettivo.
La causa è stata vinta dal dirigente tecnico, l’architetto Ezio Rossi, una delle persone interessate dalla riorganizzazione dell’azienda.
Semplice il motivo del provvedimento di licenziamento, che è riconducibile alla volontà di sopprimere il posto di dirigente tecnico al fine di ottenere una rilevante riduzione dei costi della struttura.
A lui era stato chiesto di lasciare l’incarico per divenire “quadro”, ma questo avrebbe rappresentato una sorta di declassamento che l’interessato non ha inteso prendere in considerazione.
Anche perché comunque avrebbe perso la titolarità dell’importante incarico raggiunto con anni di qualificato lavoro.
Nella sentenza, che è stata depositata in attesa delle motivazioni, si è deciso che al ricorrente spettano 253mila euro a titolo di residuo del saldo del trattamento di fine rapporto, di indennità per ferie non godute, oltre a interessi legali. Ma nel complesso l’Azienda dovrà dare all’ex dirigente aquilano, che è assistito dall’avvocato Carlo Benedetti, una somma di circa 400mila euro.
Certo è che se l’Arap puntava a una riduzione dei costi della gestione, questa sentenza, che comunque è impugnabile in Appello, ottiene l’effetto opposto.
La riorganizzazione dell’Azienda era stata più volte bersaglio delle critiche dei sindacati e, in una nota, la Uil, alcuni mesi fa, aveva parlato di «improprie politiche gestionali praticate».
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