Dirigenza dell’Adsu, ora è battaglia legale

17 Ottobre 2023

L’Azienda per il diritto allo studio vuole tutelarsi dopo la revoca dell’incarico alla direttrice Di Salvatore

L’AQUILA. Ora è battaglia legale tra il consiglio di amministrazione dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila (Adsu) e i suoi stessi dirigenti. I vertici di Adsu L’Aquila, capitanati dalla presidente Eliana Morgante, dopo aver revocato il direttore Paola Di Salvatore a fine settembre e fatto appello alla Regione affinché sia nominato al più presto un direttore sostituto, hanno mosso vertenza. Con decreto presidenziale, l’avvocato Massimo Placidi è stato incaricato di provvedere alla tutela dell’ente. Nel decreto si parla di fase stragiudiziale e di uno stanziamento di 5mila euro. «Considerato che trattasi di provvedimento urgente e indifferibile per garantire la difesa e tutela dell’Azienda», come riportato dal decreto della presidente, le spese saranno fatte rientrare nel bilancio di previsione del 2023.
Nel frattempo, in assenza del dirigente già deposto, «le funzioni proprie del direttore verranno esercitate dal presidente e sottoposte a ratifica del consiglio d’amministrazione, nei limiti e rispettando i requisiti per l’adozione del decreto», come stabilito dal decreto presidenziale del 10 ottobre.
La presidente Morgante, rappresentante politico dell’ente, non dovrebbe poter esercitare facoltà amministrative dirigenziali. Tuttavia si è appellata «alla lettera b dell’articolo 5 del Regolamento di funzionamento» dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila in vigore dal 2018: «in caso di comprovata ed indifferibile urgenza il presidente può adottare provvedimenti che assumono la forma di decreti da sottoporre al consiglio d’amministrazione per la ratifica nella prima riunione utile», come recita l’articolo.
Intanto, si è chiuso domenica scorsa il bando per l’assegnazione degli alloggi della palazzina H1 del complesso il Moro, gli stessi in cui molti studenti si sono già insediati, e si è in attesa dell’elaborazione della nuova graduatoria. Per i fuori sede già nella struttura non c’è alcuna garanzia di rimanere dopo il bando. Già in 193, infatti, erano rimasti scoperti dalla graduatoria precedente poi annullata: questi hanno potuto partecipare anche al nuovo bando, nel tentativo di riscrivere l’ordine delle assegnazioni e ottenere l’alloggio dell’Adsu.
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