Disagio giovanile, l’Asl si attrezza

Promosso il corso formativo per operatori sanitari organizzato dal servizio Sipsia
AVEZZANO. Problemi adolescenziali, isolamento dovuto al lockdown e disagio giovanile: sono questi i temi al centro del corso formativo promosso dal servizio Sipsia (psicoterapia, psicoanalitica dell'infanzia e dell'adolescenza) dell’Asl, che è andato in scena ieri pomeriggio al Comune di Avezzano.
Durante il corso, riservato agli operatori sanitari di diverso profilo, sono state affrontate problematiche relative al disagio giovanile post pandemia e ai disturbi alimentari del mondo dell’adolescenza. Sono stati approfonditi i fattori di rischio, le strategie di protezione e quali iniziative da avviare o rafforzare all’interno del mondo della scuola.
Tra il 2020 e il 2022 gli sportelli Ciao attivati nelle scuole del territorio hanno permesso di offrire aiuto a 170 ragazzi. Milleduecentodieci i ragazzi e le ragazze aiutate solo con la psicoterapia. Ottocento quelli che si sono rivolti telefonicamente al numero verde durate la pandemia. Le problematiche sollevate dai ragazzi vanno da situazioni familiari difficili, dovute in particolar modo a genitori separati o famiglie adottive, all'isolamento del lockdown fino alle dipendenze non solo da alcol e droghe, ma anche da videogiochi e social network.
“Tra prevenzione e lavoro di rete": questo il titolo del corso formativo andato in scena ieri, durante il quale sono intervenuti, tra gli altri, anche il direttore sanitario dell’Asl, Alfonso Mascitelli; il vicesindaco del Comune di Avezzano che ha anche la delega al Sociale, Domenico Di Berardino; la vicepresidente dell’Ordine degli psicologi d'Abruzzo, Maria Rosita Cecilia; la responsabile del Sipsia area Marsica, Antonietta Busico; il direttore del servizio di Salute mentale dell’Asl, Alessandro Rossi; il fondatore del Sipsia Paolo Manfreda.
Nel corso dell'incontro formativo è stato inoltre posto l’accento sulla necessità di rafforzare la rete territoriale, mettendo in sinergia le diverse risorse istituzionali, come Asl e Comuni, nell’ottica della prevenzione e dell’inclusione sociale. Tra gli aspetti cruciali affrontati la necessità di evitare che la sofferenza si strutturi in un disturbo psicopatologico. (f.d.m.)

