Discarica, scontro in Comune

5 Settembre 2015

Castel di Sangro. L’opposizione: la chiusura dell’impianto un fatto gravissimo

CASTEL DI SANGRO. «Chi ha sbagliato deve pagare». Non usano mezzi termini i consiglieri di opposizione del gruppo “Progetto Comune” dopo la chiusura della discarica di Castel di Sangro per il rischio di inquinamento ambientale. «Siamo giunti al triste epilogo della situazione della chiusura dell’impianto di Bocche di Forli», scrivono Alfredo Fioritto, Diego Carnevale, Raffaella Dell’Erede e Daniele Marinelli , «ma a questo punto chiediamo che emergano le responsabilità di tutto questo e che non paghino sempre i cittadini, i lavoratori e gli utenti, facendo scomparire nel peggiore dei modi molti soldi pubblici». La Regione ha sospeso tutte le attività della struttura per il grave rischio di inquinamento derivante dagli ingenti cumuli di rifiuti putrescenti e abbandonati sia dentro che fuori i capannoni. A emettere il provvedimento i responsabili del dipartimento regionale Politiche ambientali a seguito della relazione dei tecnici dell’Arta. Dal rapporto emergono gravi carenze di gestione e un forte rischio di inquinamento ambientale. «È un fatto gravissimo che dev’essere risolto al più presto», aggiungono i consiglieri di minoranza, «anche perché nella nota della Regione viene stabilita la sospensione delle attività per permettere di eseguire i lavori e gli interventi finalizzati al ripristino della totale funzionalità e sicurezza dell’impianto, prevedendo ulteriori interventi sanzionatori in caso del procrastinarsi dell’emergenza. A oggi, però, la ripulitura e il ripristino funzionale dell’impianto sono ancora da cominciare. Ci chiediamo: chi lo farà? Riteniamo perciò, che il licenziamento dei dipendenti sia la conclusione peggiore di una vicenda nella quale ci pare manchi la volontà di pensare a costruire un diverso epilogo».

Massimiliano Lavillotti

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