Discarica sequestrata nel Fucino: ordinata la rimozione dei rifiuti

26 Settembre 2023

Il pm ha autorizzato la bonifica dell’area di Strada 5: le operazioni si svolgeranno nei prossimi giorni L’avvocato che difende l’imprenditore celanese indagato: «Nessun materiale pericoloso trovato»

CELANO. Il pm Luigi Sgambati ha autorizzato la rimozione dei rifiuti speciali interrati in un campo di Strada 5, nel Fucino, e scoperti dalla guardia di finanza lo scorso 22 settembre. A confermalo è l’avvocato Domenicantonio Angeloni, legale dell’imprenditore agricolo di Celano accusato di attività di gestione di rifiuti non autorizzati. L’avvocato smentisce che si sia trattato di una discarica abusiva: «Nessun rifiuto pericoloso», è la posizione di Angeloni. Sarà lo stesso imprenditore agricolo celanese a provvedere alla rimozione del materiale interrato. Le operazioni avverranno nei prossimi giorni sotto il controllo delle fiamme gialle. L’area in questione – posta sotto sequestro dai militari – si trova in prossimità di Strada 5, nel territorio comunale di Celano. Si tratta di terreni destinati all’agricoltura biologica. Come provato dalle immagini diffuse dalla Finanza, tra l’acqua stagnante sono stati rinvenuti teli e bottiglie di erbicida impiegati nelle lavorazioni agricole, ma anche grossi sacchi bianchi con calcinacci e altri materiali ancora da identificare. Una scoperta che ha alimentato la reazione di Confagricoltura della provincia dell’Aquila, che si costituirà parte civile nell’eventuale processo a carico dell’imprenditore. Ad annunciarlo è stato il presidente Fabrizio Lobene, che ha parlato di «gravi danni di immagine per l’intera categoria». Il titolare dell’inchiesta è il pm Sgambati. Gli scavi, secondo quanto accertato dagli investigatori, sono lunghi circa 150 metri, larghi circa 4 metri e profondi 5 metri. Il volume complessivo dello scavo si aggira intorno ai novemila metri cubi. Solitamente, in agricoltura, scavi di queste proporzioni vengono realizzati per canalizzare l’acqua in eccesso ed evitare l’allagamento dei terreni coltivati. In questo caso però i canali di raccolta sono stati trasformati in vere e proprie discariche.
Dall’acqua stagnate sono state tirate fuori diverse bobine di teli tessuto non tessuto, o tnt, precedentemente usato per la copertura dei campi coltivati; grossi sacchi bianchi, solitamente impiegati in edilizia, pieni di calcinacci e altro materiale inerte frutto di lavori edili; bottiglie di plastica vuote si presume appartenenti a prodotti chimici impiegati per il trattamento delle colture. (l.p.)
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