Discarica, stop alla protesta dei sei operai

23 Maggio 2015

CASTEL DI SANGRO. Sono tornati al lavoro i sei operai della discarica di Bocche di Forli, senza stipendio da 15 mesi. Dopo una settimana di sciopero, i dipendenti dell’Alto Sangro Ambiente – la...

CASTEL DI SANGRO. Sono tornati al lavoro i sei operai della discarica di Bocche di Forli, senza stipendio da 15 mesi.

Dopo una settimana di sciopero, i dipendenti dell’Alto Sangro Ambiente – la società che gestisce l’impianto di smaltimento dei rifiuti a Castel di Sangro – hanno accettato le promesse del presidente della Comunità montana Alto Sangro, proprietaria dell’impianto.

I lavoratori hanno ripreso la normale attività nella speranza di ricevere quanto prima da un istituto bancario della zona le prime mensilità arretrate, altrimenti l’accordo verbale sottoscritto con il presidente Enzo Patitucci salterà nuovamente.

Il blocco dell’attività ha causato anche disagi nei Comuni serviti.

«Vogliamo credere a quanto ci è stato detto» commentano i dipendenti «e speriamo di riuscire a incassare qualche stipendio per il bene delle nostre famiglie».

Gli operai dell’Asa hanno incrociato le braccia per oltre una settimana, inscenando anche una forma di protesta pacifica davanti ai cancelli della discarica.

Sull’argomento, intanto, interviene il sindaco di Castel di Sangro, Umberto Murolo, che chiede un impegno preciso alla Regione Abruzzo per risolvere definitivamente il problema della gestione della discarica di Bocche di Forli.

«Il Comune ha prospettato una nuova soluzione di gestione agli amministratori regionali» sottolinea il sindaco di Castel di Sangro «per rendere produttivo l’impianto e dare sicurezza ai lavoratori».

Il polo tecnologico di Castel di Sangro, al confine con il Molise, serve sia i Comuni di Roccaraso e Pescasseroli che quelli di Alfedena, Scontrone e Ateleta.

Massimiliano Lavillotti

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