Disoccupazione, l’Inps rassicura i braccianti

Una delegazione di lavoratori ricevuta dai responsabili della sede avezzanese: l’indennità sarà pagata
AVEZZANO. Erano pronti a un secondo giorno di protesta questa volta anche con mogli e figli, ma ieri mattina una piccola delegazione di braccianti agricoli del Fucino in attesa dell’indennità di disoccupazione è stata ricevuta dal responsabile della sede Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) di Avezzano ricevendo rassicurazioni in merito all’erogazione dell’assegno. Il giorno prima circa 300 lavoratori agricoli, per lo più di nazionalità marocchina, si erano dati appuntamento davanti agli uffici di via Cavalieri di Vittorio Veneto per manifestare contro i ritardi nell'accredito delle somme arretrate. Somme bloccate a causa di verifiche. Nella stessa situazione si trovano oltre 2mila lavoratori agricoli che prestano servizio per le aziende del Fucino e che non riescono a percepire l’indennità di disoccupazione in seguito ai controlli che sta effettuando l’Ente. «Questa mattina (ieri per chi legge) siamo tornati davanti alla sede Inps di Avezzano per poter risolvere bonariamente questa situazione», spiega l’avvocato Loreta Massaro che assiste una trentina di lavoratori in attesa dell’indennità, «c’è stata un’apertura da parte dell’Inps. Nel corso di un colloquio con il responsabile della sede di Avezzano ci è stato assicurato che la disoccupazione sarà pagata». Gran parte dei lavoratori stranieri attende le somme relative all’anno lavorativo 2021. In alcuni casi, circa 200 persone, devono percepire l’assegno anche per l’anno 2020.
«Non ci hanno dato un termine preciso», aggiunge il legale, «se entro 15 giorni non ci saranno riscontri rispetto ai primi pagamenti torneremo davanti alla sede Inps per una protesta pacifica visto che molte famiglie, gran parte monoreddito, cominciano ad avere difficoltà nel pagamento delle bollette di luce e gas e anche per l’affitto. Alcuni», sottolinea l’avvocato Massaro, «hanno ricevuto anche avvisi di sfratto. Altri non riescono a pagare i libri scolastici per i figli e altri ancora non possono acquistare il biglietto aereo per tornare in Marocco. Capiamo le difficoltà dell’Ente nel gestire tanto lavoro con poco personale, ma ci auguriamo che la situazione si sblocchi il più presto possibile». (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

