Disposto l’obbligo di dimora per i due Di Tella indagati

L’AQUILA. Il tribunale del Riesame ha parzialmente accolto la richiesta della Procura di annullare il provvedimento con il quale il gip aveva concesso la libertà provvisoria per due degli indagati...
L’AQUILA. Il tribunale del Riesame ha parzialmente accolto la richiesta della Procura di annullare il provvedimento con il quale il gip aveva concesso la libertà provvisoria per due degli indagati nell’inchiesta su presunte infiltrazioni del clan dei Casalesi negli appalti per la ricostruzione.
Infatti la decisione è stata quella di disporre l’obbligo di dimora per Domenico e Alfonso Di Tella i due imprenditori edili casertani e residenti all’Aquila ormai da decenni. I due, ovviamente, erano a piede libero.
Va comunque precisato che questa decisione, per quanto penalizzante per gli indagati, non è immediatamente esecutiva in quanto ricorribile in Cassazione e non è detto che venga confermata.
Quella è la strada che percorrerrà inevitabilmente il loro difensore, l’avvocato Massimo Carosi.
Si tratta, però, di un segnale su come i magistrati, dopo avere messo in cella i Di Tella per cento giorni, intendono tenere alta la guardia su questa indagine penale per la quale sembra essere imminente il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari. Un provvedimento quasi inevitabile a fronte di arresti firmati dal gip dopo lunga ponderazione e non frutto della flagranza di reato. L’indagine, del resto, poggia su un volume smisurato di intercettazioni che accusano i sospettati anche se non è dato sapere che tipo di influenza potrebbero avere in un ipotetico processo in tribunale.
Questa indagine è correlata da un altro filone investigativo parallelo con quattro persone accusate di fuga di notizie per avere spifferato agli indagati informazioni su questa indagine.
Informazioni che, per come sono poi andate le cose, non hanno avuto particolare influenza.
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