Dito puntato contro L’Aquila: manda troppi rifiuti in discarica

Secondo il comitato l’impianto Cogesa rischia di riempirsi presto: «Poca differenziata nel capoluogo» Critiche ai sindacati: «Posizione sconcertante, tutelano l’occupazione ma non la salute dei cittadini»
SULMONA. Deciso no del “Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna”, all’ampliamento della discarica di Noce Mattei, approvato di recente dalla Regione. Secondo i cittadini, perlopiù residenti nella zona dove da anni vengono smaltiti i rifiuti raccolti dal Cogesa per conto di una sessantina di Comuni, l’ampliamento della discarica andrebbe ad aggravare le condizioni critiche, i disagi e le problematiche.
«Il maggior volume dei rifiuti conferiti in discarica provengono dall’Aquila, che non ha ancora avviato la raccolta differenziata», sottolineano dal comitato, «per cui è intuibile che, in assenza di valide tecnologie di separazione dei rifiuti, gran parte di essi finiscano direttamente in discarica, che è quasi satura».
Il Comitato ricorda inoltre tutte le conseguenze nocive, per la salute delle persone e per l’ambiente, provocate dalle esalazioni della discarica, anche per «la scarsa qualità dei materiali trattati, che vengono sistematicamente poi conferiti in discarica, tanto da ritenere a breve necessari un ampliamento e una nuova discarica, che», sempre secondo i residenti, «segnerebbe per sempre il destino di “Pattumiera d’Abruzzo” della nostra città».
«È evidente che le ultime determinazioni della Regione sull’ampliamento della discarica siano anche finalizzate allo smaltimento dell’enorme volume di rifiuti indifferenziati provenienti dall’Aquila, che ha così brillantemente risolto il problema rifiuti senza neanche doverli differenziare e, incredibile a dirsi, ottenendo pure tariffe agevolate, il tutto senza alcuna manifestazione di protesta o accenno di opposizione da parte delle istituzioni locali», affermano dal comitato. «È sconcertante anche la posizione assunta dai sindacati locali, che appoggiano i progetti espansionistici di Cogesa ritenendo di difendere gli attuali livelli occupazionali e di prometterne di nuovi». Il Comitato conclude dichiarando la sua contrarietà alle «mire espansionistiche» della politica Cogesa e richiamando le istituzioni, in particolare l’amministrazione comunale quale socio di maggioranza del Cogesa, a tutelare la popolazione.
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