Divieto di pascolo oltre i 600 metri
Allevatori in agitazione dopo l’ordinanza per motivi di ordine pubblico
L’AQUILA. Gino Guetti, a nome di alcuni allevatori, rende noto che «il 26 novembre 2018 è stata emessa un’ordinanza, da parte del sindaco, con la quale si dispone il divieto di pascolo degli animali domestici (vacche, bufali, equidi, capre e pecore) sui terreni di uso civico a partire dal 31 ottobre di ogni anno e fino all’inizio della stagione pascolativa successiva. Tale ordinanza prevede che siano sgomberati gli animali anche se si trovano negli stazzi se questi sono realizzati su territorio di uso civico. Il provvedimento richiama le norme dettate dalle vecchie prescrizioni di massima che disponevano l’uscita dai pascoli entro tale data a quota superiore a 600 metri sul livello del mare. La motivazione che ha spinto a prendere tale decisione non riguarda il consumo delle erbe fuori stagione, bensì l’ordine pubblico. Infatti, recita l’ordinanza: “gli animali al pascolo, richiamati dall’odore del sale antighiaccio sparso sulle strade, invadono le carreggiate stradali e causano incidenti e intralcio alla circolazione degli autoveicoli”. Il provvedimento non cita i terreni di proprietà privata. Questo particolare sicuramente creerà molta confusione tra gli allevatori. Infatti, molti appezzamenti di terreno di uso civico risultano intestati direttamente ad allevatori oppure ad altre persone che hanno concesso loro l’uso in quanto si tratta di beni ereditati o acquistati da privati. Per questo motivo, molti pensano di essere proprietari dei terreni loro intestati, ma in realtà si tratta di uso civico. Pertanto chi ne fa uso dopo il 31 ottobre sarà soggetto alle sanzioni previste e quantificate dall’ordinanza in questione in 500 euro al giorno anche per un solo animale. Il danno maggiore graverà sui proprietari di capre e pecore, animali che escono dalle stalle quasi tutto l’anno. Il 25 gennaio scadranno i 60 giorni previsti dalla legge per presentare ricorsi avverso l’ordinanza sindacale. Se entro questa data nessun allevatore avrà presentato ricorso, il provvedimento diventerà esecutivo. I carabinieri forestali saranno costretti a controllare il terreno di uso civico del territorio, estremamente esteso e utilizzato quasi completamente come pascolo, anche nel periodo invernale a quote superiori a 600 metri. I più colpiti saranno gli allevatori che portano il foraggio ai propri animali sul suolo di uso civico in quanto dovranno sopportare, oltre alle spese di mantenimento degli animali, le sanzioni. Sicuramente ci troveremo di fronte ad allevatori che penseranno di ottemperare all’ordinanza lasciando gli animali negli stazzi, impedendo il libero pascolo. Serve una campagna informativa sull’ordinanza più trasparente, che renda chiaro quali sono i terreni e faccia capire agli allevatori che è necessario riportare a valle gli animali e non basta lasciarli nei recinti sull’uso civico», conclude Guetti. (g.p.)

