Divorzio tra Pellegrino e Isa: «Divergenze sull'impostazione artistica»

27 Settembre 2015

L'ex direttore dell'Istituzione Sinfonica (sostituito da Luisa Prayer) aveva combattuto "l'aquilanizzazione" dell'orchestra, ora lascia una porta aperta in vista dell'ineluttabile cambiamento di un ente che non può più contare sui finanziamenti pubblici

L'AQUILA. La nomina della professoressa Luisa Prayer a direttore artistico dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese sembra chiudere i conti con il maestro Ettore Pellegrino, attuale direttore artistico del Teatro Marrucino di Chieti, ed eccellente violinista, spesso accusato di essersi impegnato eccessivamente sul fronte teatino e di aver combattuto "l'aquilanizzazione" della prestigiosa istituzione musicale. Oggi il maestro Pellegrino ha trasmesso una nota per spiegare i motivi delle sue dimissioni e per confermare la sua disponibilità a guidare in futuro quello che sarà l'ineluttabile cambiamento di strategia dell'Istituzione Sinfonica: «Sono sempre stato convinto - è un passo della nota diffusa -, e lo sono ancora, del fatto che, per far risaltare il ruolo della città dell'Aquila come capitale culturale regionale, sia necessario ed indispensabile far percepire le Istituzioni che vi hanno sede come vero patrimonio unitario dell'intera Regione. Si cade, altrimenti, in quel terribile difetto, purtroppo peculiare in Abruzzo, dell'egoismo campanilista che in passato ha arrecato tanti danni e che adesso induce il blocco del provvedimento regionale finalizzato al finanziamento della Sinfonica». Ma Pellegrino critica anche chi pensava che i finanziamenti pubblici sarebbero stati eterni, mentre lui si muoveva per espandere la rete di contatti e di collaborazioni dell'Isa anche fuori regione, trovandosi spesso in disaccordo con Orchestra e Consiglio di amministrazione.

«È un mio auspicio ed un augurio che, visto il momento di difficoltà economica, e comprendendo come per questo motivo il consiglio di amministrazione dell'Isa sia stato spinto a scegliere un'impostazione artistica divergente da quella da me intrapresa, presumibilmente per il timore di non poterla sostenere finanziariamente, augurandomi che si possa tuttavia, in un futuro non troppo lontano, poter proseguire il cammino nella direzione che ho fortemente voluto tracciare. Lascio a questa Istituzione, in segno di trasparenza e correttezza, tutti i rapporti intrapresi con Istituzioni e musicisti di livello internazionale; lascio un organico orchestrale arricchito dall'inserimento di nuovi giovani musicisti, conosciuti e non, provenienti da tutto il territorio nazionale e selezionati per mezzo di audizioni e concorsi nazionali pubblici da me caparbiamente sollecitati, con la speranza - conclude Pellegrino - che gli amministratori della Regione si accorgano finalmente dell'importanza di avere proprio in Abruzzo una delle poche "orchestre regionali" riconosciute».