Docente deve risarcire l’Università

3 Marzo 2023

Condannato dalla Corte dei Conti a restituire 100mila euro, svolgeva altre attività

L’AQUILA. La sezione di Appello della Corte dei Conti ha condannato un docente, A.P., a risarcire quasi 100.000 euro all’Università dell’Aquila. In primo grado il professore si era vista riconoscere la prescrizione ed era stato condannato a pagare 3.900 euro. A fare ricorso è stata la Procura contabile. «La sentenza di primo grado» scrivono i giudici di Appello «risulta contraddittoria e immotivata. Da un lato ritiene che ricorrono tutti gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativo contabile; dall’altro considera maturata la prescrizione quinquennale dei compensi percepiti fino al 2013 per l’assenza di doloso occultamento». Continuano i giudici: «Nel caso in esame, il professore ha assunto un comportamento omissivo, tralasciando di compiere un atto dovuto, prescritto per legge, nel momento in cui non ha comunicato lo svolgimento di attività, soggette a preventiva comunicazione o autorizzazione» da parte dell’Università. «È provato» si legge ancora «che il docente abbia esercitato attività extraistituzionale senza autorizzazione e, comunque, in assenza della preventiva istanza, sì da potersi ritenere che lo stesso abbia consapevolmente omesso di informare l’Ateneo di appartenenza circa la natura e la tipologia di prestazioni rese a terzi. Contrariamente a quanto affermato nella sentenza di primo grado, in presenza di occultamento doloso del danno, l’esordio del termine di prescrizione coincide con la trasmissione alla Procura della notizia di danno. Inoltre, i professori a tempo pieno non possono svolgere in maniera abituale attività libero professionale. Per i professori a tempo pieno, infatti, rimane il divieto di espletamento di attività libero professionale in assoluto – se svolta con continuità – e la necessità di autorizzazione dell’Ateneo di appartenenza se svolta occasionalmente». (g.p.)