Documenti Asl trafugati: la polemica non si placa

18 Giugno 2023

L’AQUILA. Non si placano le polemiche sui dati sensibili trafugati dagli hacker all’Asl aquilana, dopo che il Garante della privacy ha intimato all’azienda di avvisare i singoli utenti coinvolti. All’...

L’AQUILA. Non si placano le polemiche sui dati sensibili trafugati dagli hacker all’Asl aquilana, dopo che il Garante della privacy ha intimato all’azienda di avvisare i singoli utenti coinvolti. All’Aquila lo scontro è anche cittadino. «Avevamo invitato il sindaco Pierluigi Biondi alla cautela sulla questione dell’attacco hacker, evitando dichiarazioni politiche a sostegno della dirigenza dell’Asl e del presidente della Regione Marsilio. Ma il sindaco ha preferito come sempre la difesa della bandiera di partito e si è lasciato andare a colorite difese d’ufficio, assai poco prudenti, quando a proposito dell’incredibile e protratto silenzio di Regione e Asl sui dati rubati ha parlato di “giustificato riserbo”. Ora i fatti ci danno ragione», scrivono compatti i consiglieri dei gruppi consiliari di opposizione, continuando: «Il Garante della privacy ha bacchettato l’Asl e la Regione: il “giustificato riserbo” di Biondi non esiste nella normativa e la Regione era tenuta, tramite l’Asl, a comunicare con tutti i cittadini coinvolti, indicando i modi per tutelare il loro diritto alla privacy e le modalità di erogazione delle prestazioni richieste. Come avevamo ricordato al sindaco, ricevendo in cambio solo reprimende, la legge è chiara: tutte le persone coinvolte avevano diritto a una spiegazione e a comunicazioni ufficiali del ripristino delle tutele». L’opposizione parla poi anche del caso della nomina del dirigente ad interim della polizia municipale, dichiarata illegittima dai giudici, ricordando che da tre anni solleva dubbi e proponendo la realizzazione di un corpo di polizia locale del comprensorio aquilano in forma associata.
Sulla vicenda degli hacker all’Asl, però, ieri è intervenuto anche il Tribunale del malato di Avezzano Ets-Odv: «È assolutamente necessario che gli assistiti ricevano la più ampia tutela dopo il furto dei dati Asl», scrive il presidente Stefano Di Giuseppe, continuando: «La situazione è davvero delicata e, purtroppo, molte persone non ne hanno ancora ben compreso la portata, per cui l’Asl è il primo soggetto pubblico che dovrebbe collaborare in modo effettivo e concreto. Quindi abbiamo ben accolto la decisione adottata dal Garante della privacy con la quale l’Asl 1 ha ricevuto l'ingiunzione di comunicare individualmente agli interessati la illegittima sottrazione dei loro dati sanitari e la loro diffusione su internet». E ancora: «Tuttavia, tale provvedimento non ci rasserena completamente. Ecco perché abbiamo deciso di interpellare direttamente il Garante. Riteniamo infatti che l’azienda sanitaria debba chiarire una volta per tutte se i dati esfiltrati siano tutti ancora in suo possesso».
Il Tribunale del malato di Av ezzano dà anche notizia di aver affidato agli avvocati Pier Luigi D’Amore e Marco Colantoni la tutela dei diritti sanitari dei cittadini dei quali si fa portavoce.