Domani l’ultimo saluto a Monica Una perizia chiarirà l’incidente

I funerali della mamma, maestra e attrice di 42 anni si terranno a Silvi Marina, dove era cresciuta La Procura ha iscritto nel registro degli indagati la giovane ferita per il reato di omicidio stradale
L’AQUILA. Un Abruzzo ancora sotto choc può ora dare l’ultimo saluto a Monica Di Bernardo, la mamma, insegnante, attrice teatrale e clown in ospedale per i bimbi più sfortunati, scomparsa mercoledì scorso, a 42 anni, nel terribile schianto lungo la superstrada di Pizzoli. Per giorni i social sono stati invasi da messaggi di cordoglio e di ricordo provenienti da ogni angolo della regione.
Ieri, dopo l’esecuzione degli accertamenti decisi dalla Procura per escludere alcune ipotesi al vaglio sulle cause dell’incidente, la salma della giovane attrice e insegnante è stata riconsegnata ai familiari. Oggi sarà allestita la camera ardente nella casa funeraria Sorrentini di Silvi Marina, dove la donna era cresciuta con i genitori Annamaria e Paolo, i fratelli Marco e Gabriele e tutti gli amici di sempre. A Silvi Marina, nella chiesa di Santa Maria Assunta, domani alle 15 si terranno anche i suoi funerali. Lì, a darle l’ultimo saluto e ad abbracciare i suoi cari, si riverserà un’enorme folla proveniente dall’Aquila e dal suo circondario, comunità che aveva ormai adottato Monica da anni e imparato ad apprezzarne le doti umane, quelle artistiche e il suo sorriso. Nel capoluogo – all’Università e poi nelle mille esperienze nei teatri – aveva studiato per fare l’attrice, qui – nel Progetto Case di Tempera – viveva con il marito Francesco e con i figli piccoli Davide e Nicola, da qui ogni mattina si recava a Capitignano a insegnare ai bimbi delle elementari. Come mercoledì, quando sulla sua strada ha incontrato la morte, nel terribile schianto con l’automobile condotta da una giovane di Cagnano Amiterno rimasta ferita.
L’INCHIESTA E LA PERIZIA
Sarà una perizia tecnica a chiarire cosa sia successo intorno alle 8.30 nel tratto di statale 260 “Picente” tra Pizzoli e Cagnano Amiterno. Il sostituto procuratore Marco Maria Cellini ha aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale G.A., la ragazza di 24 anni di Cagnano che guidava la Mini Cooper blu che si è scontrata frontalmente con la Fiat Seicento rossa guidata da Monica Di Bernardo che procedeva in senso contrario di marcia.
La giovane ha riportato diversi traumi e fratture ed è ricoverata all’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove è stata trasportata in elicottero, ma non è in pericolo di vita. Anche con l’aiuto delle telecamere di videosorveglianza della stazione di rifornimento vicina al punto dell’incidente si cerca di capire la dinamica dell’incidente. In particolare se lo schianto sia stato causato da un tentativo di sorpasso azzardato oppure da altro, come da una perdita di controllo del mezzo da parte di una delle due donne coinvolte. La prima ipotesi degli inquirenti parlerebbe infatti di un’invasione di corsia.
IL TRAGICO PRECEDENTE
Proprio lungo quel rettilineo, nel territorio comunale di Pizzoli, dove la statale 260 è una superstrada e dove c’è un’unica rotatoria, prima del distributore, per chi proviene dall’Aquila, si era già consumata una terribile tragedia soltanto due anni e mezzo fa.
In quel caso, a perdere la vita nell’incidente stradale fu un’altra giovane mamma di due bambini, Serena Durastante, 32enne di Cesaproba di Montereale. La ragazza si stava dirigendo all’Aquila, dove lavorava in una casa di riposo come operatrice socio- sanitaria, quando con la sua auto si scontrò con quella di uno studente universitario di 22 anni che procedeva in senso contrario. L’alcoltest effettuato sul giovane dopo l’incidente risultò positivo.
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