Don Aldo: pagana la preghiera per la pioggia

Il parroco marsicano al vescovo di Rieti: «Il mio Dio non fa il meteorologo e non è un sismologo»
AVEZZANO. Il fuoco in queste settimane ha messo in ginocchio la Valle Peligna, la Marsica e l’Abruzzo intero. Il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, ha invece messo in ginocchio i fedeli e i suoi sacerdoti affinché vengano celebrate messe “ad petendam pluviam”, ovvero per far piovere. Questa presa di posizione da parte di uomini di Chiesa, certamente non unica nel suo genere, ha scatenato la reazione di don Aldo Antonelli, parroco marsicano, non nuovo a prese di posizioni dure anche contro l’istituzione ecclesiale. «Fossi uno dei tuoi sacerdoti», afferma rivolgendosi al vescovo, «ti disubbidirei seccamente e ti taccerei di essere più pagano che cristiano. Molto probabilmente il nostro Dio non è lo stesso Dio e io non credo nel Dio in cui tu credi». Nei giorni scorsi monsignor Pompili aveva lanciato un appello ai sacerdoti affinché celebrassero messe per la pioggia. «La preghiera, affinché il Signore conceda la benedizione della pioggia in questo periodo gravato dal flagello della siccità», avevano spiegato dalla diocesi attraverso il settimanale “Frontiera”, «può essere recitata dai fedeli anche fuori dalla messa, privatamente o in gruppo». Si tratta secondo gli esperti di liturgia, di una pratica che risale all’epoca medievale, con invocazioni – con le quali si chiede al Signore il dono della pioggia o di un buon raccolto – che sono rimaste nel formulario delle preghiere contro le forze della natura. In buona sostanza, si chiede al Signore che abbia la grazia di liberare l’uomo dalle calamità. «Il mio Dio», continua però don Aldo, «non fa il meteorologo, non è un sismologo, non muove il mondo come il burattinaio muove i suoi burattini. Il mio Dio non è un deus ex machina che viene in supporto all’irresponsabilità dell’uomo. Credo invece nel Dio che abita la coscienza dell’uomo e la interpella nella sua consapevolezza e responsabilità. Mancando questa non ci sono dèi che tengano. Nemmeno il tuo Dio. Mi chiedo», continua, «che differenza ci sia tra i “primitivi” che danzano per la pioggia e i “cristiani” che pregano per la pioggia».
Intanto le preghiere pare abbiano dato i primi frutti, visto che ieri nella Marsica occidentale è piovuto. Ma a Pescina c’è stato un nuovo incendio vicino alla stazione che ha richiesto, in serata, un massiccio intervento di vigili del fuoco. (p.g.)
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