Don Bosco senza le aule Le famiglie: fare chiarezza

Gli alunni della scuola elementare rischiano di iniziare l’anno in più istituti Appello al Comune: situazione assurda, non si può aspettare l’ultimo momento
AVEZZANO. Per gli studenti in erba della scuola elementare don Bosco, nel popoloso quartiere di Borgo Pineta, si avvicina l’ora del suono della campanella, ma i genitori non sanno ancora «dove andranno a lezione i loro figli».
L’incertezza sta alimentando un clima di sfiducia tra le famiglie che, a distanza di un paio di settimane dalla riapertura delle scuole, «non hanno ricevuto alcuna comunicazione dal Comune. Non si capisce dove potranno andare a scuola i nostri figli», afferma B.A., un papà che si è fatto portavoce della protesta, «all’inizio dell’anno scolastico. È una situazione assurda, non possiamo aspettare l’ultimo momento utile per avere informazioni». Finora, le poche informazioni raccolte dai genitori riguardano la fine del contratto con il Noesis, dove gli studenti, alcune centinaia, erano stati trasferiti per l’adeguamento alla normativa sismica della scuola elementare mediante un intervento di demolizione e ricostruzione di una parte dell’edificio.
L’operazione scattata nel luglio dell’anno scorso prevedeva un lasso di tempo di 180 giorni per il rifacimento dei 374 metri quadrati della struttura su due piani, che ospitava sei aule più i servizi per un investimento di 500 mila euro di fondi della ricostruzione.
«Qui, siamo in balia delle onde», continua il genitore, preoccupato per l’avvicinarsi della riapertura della scuola senza ancora conoscere dove troveranno posto i figli, «chi ha il compito di programmare il da farsi e decidere sul punto ha il dovere di informare le famiglie. Per quel poco che ne sappiamo, ma è tutto aleatorio, sembra che il Comune vorrebbe spacchettare le numerose classi in sedi diverse».
Voci di corridoio parlano di ospitare le prime classi e il tempo pieno nel plesso di via Don Minzoni, mentre il resto degli studenti andrebbe altrove. «Se la prospettiva è quella di dividere», aggiunge B.A., «allora abbiamo il sacrosanto diritto di sapere in tempo utile dove troveranno posto i nostri ragazzi. C’è chi ha più figli e poi ci sono i portatori di handicap: non osiamo immaginare una divisione in scuole diverse, magari lontane, sarebbe inaccettabile. In fondo non chiediamo la luna, ma molto più semplicemente di conoscere in tempi utili, non a campanella suonata, se la scuola don Bosco riapre i battenti per tutti a inizio anno scolastico, oppure no. Questo ci consentirebbe di decidere se cambiare plesso scolastico di iscrizione, poiché essendo bambini piccoli dobbiamo accompagnarli, quindi tanto vale trovare un istituto con sede unica».
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