Don Ciotti al murale anti-mafia

Il parroco ad Aielli per svelare una targa dedicata al piccolo Santino Di Matteo
AIELLI. Don Ciotti torna ad Aielli, questa volta per svelare una targa che sarà apposta sotto il murale dedicato al piccolo Giuseppe Di Matteo ucciso dalla mafia. Ad annunciare la visita, venerdì 21 aprile, è stato il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale. «Ho ricevuto una chiamata particolare», ha detto il primo cittadino del borgo dipinto, «dall'altro lato del telefono c'era Don Luigi Ciotti. Mi ha chiamato per complimentarsi del murale sul piccolo Giuseppe Di Matteo e per annunciarmi una sua visita. Per l'occasione scopriremo una targa che sarà apposta sotto il murale. Oltre a Don Ciotti ci saranno Nicola Di Matteo, il fratello di Giuseppe, la sindaca di Altofonte, Angela De Luca, l'artista che ha realizzato l'opera e altri importanti ospiti». Per don Ciotti, ispiratore e fondatore del Gruppo Abele in aiuto ai tossicodipendenti e dell’associazione Libera contro i soprusi delle mafie, sarà la terza visita ad Aielli. La prima risale a gennaio del 2016. Dopo cinque anni, nel dicembre del 2021, il sacerdote di Pieve di Cadore e attivista italiano era tornato nel comune marsicano dei murales per visitare il parco giochi dedicato al sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, anche lui vittima della mafia, restando profondamente colpito, per sua stessa ammissione, dai murales, dalle case colorate e, in particolare, dagli omaggi alla Divina Commedia, a Silone e alla Costituzione. Giuseppe Di Matteo, era figlio di Santino, un collaboratore di giustizia. Aveva 12 anni quando il 23 novembre 1993 fu avvicinato e rapito da 5 sicari vestiti da poliziotti. Utilizzarono l'inganno per convincerlo dicendogli che lo avrebbero accompagnavano dal padre. Fu tenuto prigioniero per 779 giorni. L'ordine di ucciderlo arrivò a due anni dal rapimento. Fu prima strangolato e poi il cadavere liquefatto in una vasca di acido nitrico. Non rimase nulla, nemmeno un corpo da seppellire. Il murale che ritraeva il piccolo Giuseppe Di Matteo fu realizzato da Laika, la Banksy italiana, sui muri del supercarcere dell'Aquila dopo l'arrivo di Matteo Massima Denaro. L'opera però fu subito cancellata da ignoti. Da qui l'invito del sindaco di Aielli di ospitare il murale nel suo "Borgo universo" dove nessuno la potrà più cancellare. (f.d.m.)

