Don Massimiliano fuori pericolo Esami sulla pistola che ha sparato

Il sacerdote ha superato un lungo intervento chirurgico in ospedale, il colpo ha lambito organi vitali Sottoposto alla prova dello stub. La comunità del paese si stringe alla famiglia e aspetta il suo ritorno
NAVELLI. È stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’addome l’ex parroco di Navelli ritrovato sabato scorso in un boschetto con una ferita d’arma da fuoco. Le condizioni di salute di don Massimiliano De Simone (52 anni) sono ancora gravi, ma stabili. Per i medici non è in pericolo di vita.
LE INDAGINI
Proseguono le indagini dei carabinieri che stanno cercando di far luce su una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità di Navelli – in questi giorni in pieno fermento per la raccolta dello zafferano – che lo aspetta a braccia aperte. La pistola ritrovata nel boschetto Santucci è stata sequestrata dagli investigatori ed è al vaglio del reparto scientifico per essere sottoposta agli esami balistici e verificare se sull’arma ci siano tracce o impronte che possano indirizzare le indagini verso una pista definita. S’indaga a 360 gradi. Il parroco è stato sottoposto al test dello stub, un particolare tampone, ideato per il recupero delle micro-particelle ai fini delle analisi, che raccoglie le tracce di esplosivo presenti sulle mani di chi ha usato da poco tempo un’arma da fuoco. Fino a questo momento, per gli inquirenti, non ci sono indizi che possano condurre al coinvolgimento di terze persone, anche se la personalità di don Massimiliano è stata indagata a tutto tondo, compreso il suo passato incarico da cappellano del carcere di Preturo che ospita detenuti al regime del 41-bis. L’ipotesi più accreditata tende a escludere il coinvolgimento di terze persone. Il sacerdote possedeva una pistola regolarmente detenuta. Tuttavia, per avere delle conferme, occorrerà attendere gli esiti degli esami, che non arriveranno prima di alcune settimane. Don Massimiliano è ricoverato all’ospedale di Teramo, dov’è stato trasferito d’urgenza dopo le prime cure all’Aquila. I medici l’hanno sottoposto a un delicato intervento all’addome: il colpo di pistola l’ha raggiunto provocando lesioni al diaframma, alla milza e a un polmone. La prognosi resta riservata.
le testimonianze
Il sacerdote è in quiescenza per comprovati motivi di salute, per i quali è stato dispensato dagli incarichi in parrocchia e a livello diocesano, pur continuando a celebrare la messa. Vive in un alloggio popolare accanto a quello della sorella, sposata con un carabiniere. La sera prima alcuni cittadini lo hanno visto in paese: era tranquillo. L’altra mattina era uscito presto di casa e aveva fatto colazione al solito bar, era scherzoso e allegro come sempre, tanto da essersi intrattenuto col barista. Da qui si sarebbe recato in auto al boschetto Santucci. Da qui in poi la dinamica è tutta da ricostruire. Ha incontrato qualcuno? Era da solo? A queste e altre domande dovranno rispondere gli investigatori. La richiesta d’aiuto al 118 è arrivata intorno alle 8,30. Lo stesso De Simone ha lanciato l’allarme chiedendo aiuto. Ordinato il 28 luglio 2001, è stato parroco a Civitatomassa di Scoppito, a Castelnuovo di San Pio delle Camere, Civitaretenga e Navelli. Ha diretto la Caritas diocesana ed è stato cappellano al carcere di Preturo, dove ha incrociato le esistenze di boss di mafia e camorra tra i quali Gaspare Spatuzza, pluriomicida da lui seguito in un percorso di conversione insieme all’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari.
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