Don Pinton: una rivoluzione l’Indulgenza di Papa Celestino

23 Agosto 2017

Papa Celestino V è stato un rivoluzionario, non solo per il Gran Rifiuto (le dimissioni dal pontificato), ma perché ha snellito all’osso la pratica dell’Indulgenza plenaria: bastava entrare nella...

Papa Celestino V è stato un rivoluzionario, non solo per il Gran Rifiuto (le dimissioni dal pontificato), ma perché ha snellito all’osso la pratica dell’Indulgenza plenaria: bastava entrare nella basilica di Santa Maria di Collemaggio e pentirsi. Prima, invece, per lucrare il perdono, bisognava partire per le crociate o visitare tutte le basiliche di Roma. «Papa Celestino ha rivoluzionato l’Indulgenza», spiega monsignor Daniele Pinton, preside dell’Istituto di Scienze Religiose-Università Pontificia dell’Aquila e autore del libro “La Perdonanza Celestiniana e la Porta Santa di Collemaggio” (editrice Tao, 220 pagine, 20 euro). «Anche perché era un’Indulgenza vera: venivano liberati schiavi e prigionieri. Una sorta di amnistia. La chiave moderna della Perdonanza è da attribuire al sindaco Tullio de Rubeis – con padre Quirino Salomone – il quale riprese negli anni ’80 la tradizione del Corteo della Bolla. Anticamente il magistrato della città usciva con l’editto di Celestino V dalla sede comunale in corteo con tutti i nobili e in piazza Duomo venivano aggregati tutti i religiosi. Si andava sulla torre della basilica, si esponevano al popolo le reliquie di Celestino e si benedivano gli animali da trasporto e le greggi e suonava una campana (da qui la tradizione negli anni ’70 della benedizione degli auto, che poi suonavano i clacson). Dopo una lunga interruzione, la tradizione del Corteo e della celebrazione in grande stile della Perdonanza fu ripresa dal fascismo. Poi più nulla. Lo scenario in cui si è mosso Pietro da Morrone quando ha istituito l’Indulgenza, era di un’Aquila appena costruita e divisa in tante fazioni. Lui riuscì a portare la pace. E oggi», aggiunge monsignor Pinton, «la Perdonanza si affaccia in tempi altrettanto drammatici: il terrorismo, l’esclusione dei popoli, il terremoto. Il messaggio di Papa Celestino è invece l’inclusività, ed è lo stesso di Papa Francesco, che non a caso ha indetto il Giubileo della Misericordia appena eletto. Ma anche Papa Benedetto XVI, che è venuto proprio a pregare davanti alle reliquie di Celestino prima di annunciare il suo grande gesto di coraggio e umiltà, le dimissioni. Tema ripreso anche dal nostro arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi». Nessun Papa, però, ha mai partecipato alla Perdonanza. «L’Indulgenza deve riavere la sua natura religiosa. Sono preponderanti gli aspetti ludico-profani, come a riempire un contenitore. E c’è poco “pressing” sul Vaticano...».
Cos’è l’Indulgenza e come si lucra? «È il perdono di tutti i peccati», conclude Pinton, «e per lucrarla si deve entrare in basilica – la Bolla non dice di passare attraverso la Porta Santa, quella è venuta dopo e lo spiego nel mio libro –, dai vespri del 28 agosto ai vespri del 29, confessarsi e pentirsi, recitare il Padre Nostro, l’Ave, il Gloria e il Credo. Così vengono cancellate pena e colpa e se si dovesse morire, si va dritti in Paradiso». Infine, una critica: «Dare un tema alla Perdonanza, come la donna o la disabilità, non ha senso, perché il Giubileo è universale, è per tutti».
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