Dona i reni e salva due persone

8 Aprile 2016

Trapianto all’ospedale San Salvatore, ringraziamenti da Teramo e Chieti per il gesto di solidarietà

Questa è la storia di una sanità che funziona. È una di quelle storie che vorremmo sentire più spesso.

È la storia di un sogno che è diventato realtà. È la storia di G.L di Teramo e A.G. di Chieti che in un giorno come tanti hanno sentito squillare il loro telefono e hanno ricevuto una notizia inaspettata quanto attesa. La notizia che ha cambiato loro la vita: dopo anni di dialisi, ai due pazienti, veniva prospettata la possibilità di un trapianto di rene.

Una possibilità che si è trasformata in realtà in una mattina del mese di marzo 2016 nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

A guidare le due operazioni, durate circa sei ore ciascuno, è stato il professor Pisani supportato dalla dottoressa De Luca ed il dottor Lai, a cui va, assieme all’intera équipe del reparto Trapianti dell’Aquila, il ringraziamento delle due persone che da quel giorno hanno ricominciato a vivere e che ne sottolineano con vigore la professionalità, la disponibilità e l’umanità.

Questa, dunque, è anche una storia di speranza, volta a dare un messaggio di incoraggiamento a tutti coloro che soffrono e che combattono ogni giorno per restare aggrappati alla vita.

Ma è soprattutto un appello: quella di donare gli organi è una scelta di solidarietà, di amore e completa donazione verso il prossimo. È una scelta che può salvare la vita di tante persone, come quella dei due protagonisti della nostra storia che, inevitabilmente, riserveranno per sempre un posto speciale nel loro cuore a colui o colei che ha concesso loro possibilità di una vita migliore.

A questa persona anonima, che purtroppo non ce l’ha fatta, abbiamo l’obbligo, oggi e tutti insieme, di dire grazie.

Un ringraziamento speciale va, inoltre, da parte di G.L., all’equipe dei reparti di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Teramo e, per conto di A.G., a quella dei reparti di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Francavilla, soprattutto per averli supportati durante la malattia, sino ad arrivare all’incoronazione di un sogno che potrebbe diventare realtà per tante altre vite. Basta solo dire “sì”.

*(giornalista di Castelli)

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