Donatelli: «A rischio centinaia di aziende»

9 Novembre 2020

Il presidente di Confcommercio lancia l’appello a sostenere imprese locali e a fare acquisti “sotto casa”

L’AQUILA. «Se non ripartiranno i consumi per le festività natalizie, sarà un’ecatombe».
L’angolo di osservazione di Roberto Donatelli, presidente della Confcommercio della provincia dell’Aquila, che guida anche l’associazione a livello regionale, non lascia spazio a interpretazioni. Il calo dei consumi dà l’esatta misura del periodo che i commercianti e le attività produttive del territorio stanno vivendo: -50% rispetto agli stessi mesi del 2019, con punte che arrivano al -60%. La crisi morde, sulla scia dell’emergenza coronavirus.
«A rischio ci sono centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro», dice Donatelli, «la seconda ondata del virus sta mettendo in ginocchio un po’ tutti i comparti. Gli studi di settore, a livello nazionale, condotti dalla Confcommercio indicano un crollo dei consumi e, di conseguenza, del fatturato imprese. Non sappiamo quante riusciranno a superare il guado». Si registra un altro fenomeno, che sta incidendo pesantemente sull’economia locale: «La chiusura dei bar e dei ristoranti alle 18», afferma Donatelli, «ha indotto molti titolari di attività ad abbassare le saracinesche allo stesso orario, dato che non gira più nessuno. Le città, automaticamente, si fermano. È questo il vero coprifuoco, non quello delle 22».
Lo spartiacque sarà rappresentato dal Natale: «Come Confcommercio», aggiunge Donatelli, «lanciamo un appello a sostenere le imprese locali, facendo acquisti nei negozi di vicinato, nelle attività sotto casa, evitando le piattaforme on line. L’enorme sacrificio che i commercianti stanno facendo adesso è in prospettive delle festività natalizie, nella speranza che i contagi diminuiscano e si possano attuare misure meno restrittive, pur nel rispetto delle normative. Ma in caso di lockdown, sarà una tragedia».
Le associazioni di categoria chiedono, con forza, «misure di sostegno adeguate alla crisi del momento».
«I prossimi mesi saranno decisivi», sottolinea Donatelli, «il riflesso della crisi non colpirà solo le attività costrette a chiudere o a limitare la produzione e i servizi, ma tutti i comparti che indirettamente risentiranno della flessione delle vendite. Il governo ha messo in campo delle misure di sostegno alle imprese e ai lavoratori, alcune efficaci, altre che andrebbero potenziate. È il caso del decreto Ristori 2, che lascia fuori alcuni codici Ateco. Gli incentivi devono essere distribuiti in modo equo, senza tralasciare nessun settore. Servono indennizzi, moratorie fiscali e creditizie. Solo agendo su più leve, e detassando le attività che non fanno cassa, in piena pandemia, riusciremo ad arginare un’emorragia di posti di lavoro e ad evitare chiusure a ripetizione, anche di attività storiche, che non hanno più la forza di andare avanti per le riduzioni imposte negli ultimi mesi». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.