Donazioni, gli sprechi della ricostruzione

Dai 4 milioni del PalaJapan ai quasi 2 milioni del Teatro Tenda di Paganica, e l’asilo nido Tau: sono strutture inutilizzate
L’AQUILA. Bisognerà aspettare, forse, il 2022 per vedere completato il PalaJapan, il nuovo palazzetto dello sport costruito a Centi Colella, grazie a una donazione da 4 milioni di euro del Giappone. È uno degli “sprechi” delle donazioni del terremoto 2009, che insieme ad altre dopo 10 anni non solo non sono entrate in funzione, ma rischiano di rimanere inutilizzare, a causa dei costi di gestioni troppo elevati.
Il primo lotto del PalaJapan che è servito a tirare su la struttura esterna, è terminato nella primavera del 2017, ma da allora è tutto fermo. L’opera è co-finanziata anche dallo Stato italiano, che alla donazione del governo giapponese ha aggiunto ben 6 milioni di euro. I tecnici del Comune si sono accorti, però, che i soldi potrebbero non bastare. I lavori, una volta partiti, dovrebbero durare due anni. In occasione di una recente visita dell’ambasciatore giapponese all’Aquila, l’assessore allo Sport Vittorio Fabrizi aveva annunciato l’apertura del cantiere per i primi mesi del 2020.
Il PalaJapan non è l’unica struttura, costruita dopo il sisma grazie alle donazioni, rimasta incompiuta o inutilizzata. L’asilo nido Ape Tau, a Coppito, è stato realizzato grazie a Confindustria Mantova, Fondazione Comunità Mantovana e di molte imprese lombarde, che raccolsero 560mila euro. L’asilo è stato inaugurato e aperto, ma dal 2016 è chiuso perché il Comune dell’Aquila non ha il personale per gestirlo e i costi sono elevati. Qualche mese fa, il direttore di Confindustria Mantova, Mauro Redolfini, ha chiamato l’assessore Francesco Bignotti per avere notizie, sentendosi rispondere che entro la fine della primavera il Comune avrebbe trovato una soluzione per riattivare la struttura il prossimo anno.
Tra le opere ultimate e mai aperte c’è invece il Palazzetto dello sport Giovanni XXIII di Paganica, di proprietà della Curia. Costruito con una donazione di oltre 1 milione di euro della Diocesi di Bergamo e dell’Eco, il giornale della città lombarda, è stato completato nel 2014, ma non è mai entrato in funzione. Sempre a Paganica, c’è l’ormai famigerato centro polifunzionale Teatro Tenda, una delle più celebri incompiute degli ultimi 25 anni. Cgil, Cisl e Uil avevano messo a disposizione 1,8 milioni di euro per terminarlo, ma i lavori non sono mai partiti. E a proposito di incompiute, la Casa della Cultura di Ocre, realizzata con una donazione di 320mila euro del Trentino Alto Adige, è iniziata nel 2011, ma è rimasta a metà dopo che Tar e Consiglio di Stato hanno stoppato i lavori: la struttura è abusiva. Il Comune l’ha edificata su alcuni terreni espropriati durante l’emergenza post-sisma ma mai utilizzati, che sarebbero dovuti tornare perciò ai legittimi proprietari.
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