Dongiovanni critica le istituzioni: continuano a tacere

14 Agosto 2016

AVEZZANO. Sono oltre dieci i casi di violenze nei confronti di omosessuali nella Marsica dall’inizio dell’anno. Sono casi accertati, ma ve ne sono tanti altri che rimangono nell’oscurità per paura...

AVEZZANO. Sono oltre dieci i casi di violenze nei confronti di omosessuali nella Marsica dall’inizio dell’anno. Sono casi accertati, ma ve ne sono tanti altri che rimangono nell’oscurità per paura della riprovazione sociale, soprattutto nei piccoli centri. «Si tratta di rigurgiti sessisti», spiega Leonardo Dongiovanni, presidente dell’Arcigay dell’Aquila, «che sono aumentati dopo l’approvazione della legislazione sulle unioni civili». Secondo Dongiovanni, però, «siamo sulla buona strada perché questo tipo di violenza venga finalmente allo scoperto e si comici a parlarne apertamente e pubblicamente». «Rimane il fatto», aggiunge, «che al coraggio degli omosessuali che sempre più denunciano queste violenze non fa riscontro un analogo coraggio da parte delle istituzioni regionali che continuano colpevolmente a tacere. Noi non possiamo supplire questo tipo di deficienze istituzionali».

L’episodio più grave, oltre quello dell’altra sera a Magliano de’ Marsi, si è avuto a Tagliacozzo, la scorsa primavera, quando a piazza Obelisco, un giovane omosessuale fu aggredito un gruppo di ragazzi. Gli altri episodi sono stati prevalentemente contraddistinti da insulti, discriminazioni ma anche violenze di familiari che non accettano l’omosessualità dei figli. In alcuni casi sono stati cacciati di casa e sbattuti in strada.

«Al vaso di Pandora delle violenze contro gli omosessuali», aggiunge Dongiovanni, «è stato tolto il coperchio. Adesso si tratta di avviare un dibattito quanto più ampio possibile su queste problematiche. Ad Avezzano purtroppo mancano strutture adatte, come quella dell’Aquila, ma non disperiamo che alla luce di questa presa di coscienza si possa arrivare a breve a dotare la Marsica di un centro analogo a quello del capoluogo di regione».

Un’occasione di discussione, per il presidente dell’Arcigay dell’Aquila, sarà sicuramente la cerimonia, il 28 agosto prossimo, in ricorso di Karl Heinrich Ulrichs, scrittore, poeta e giurista tedesco, profondo conoscitore della lingua latina, morto all’Aquila, dove è sepolto, considero un pioniere del movimento per la liberazione omosessuale. La lapide della sua tomba riporta la scritta latina Exul et pauper (esule e povero). (d.p.)

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