Dopo cinque anni di stop riapre la piscina Verdeaqua

7 Ottobre 2023

La struttura fu chiusa dai vigili del fuoco a causa di una esalazione di cloro Oggi l’inaugurazione, ma la Cgil chiede garanzie per il personale dell’epoca

L’AQUILA. Dopo 5 anni di chiusura, riapre oggi la piscina Verdeaqua, nel complesso sportivo di Santa Barbara.
Era il 10 ottobre 2018 quando i vigili del fuoco sigillarono la struttura, a causa di un’esalazione di cloro sprigionatasi durante un’ordinaria opera di sanificazione dell’acqua.
Ma a “movimentare” l’inaugurazione, annunciata dal Comune per questa mattina alle 10, ci pensa la Cgil preoccupata per il futuro degli addetti all’epoca in servizio. «Il personale sarà riassunto?» chiede, infatti, la Cgil.
Il sindacato non ha ancora ricevuto risposta sull’applicazione della clausola sociale, che impone la ricollocazione dei lavoratori in servizio nel corso della precedente gestione. Degli iniziali 18 addetti, sono rimasti in 9 e dalla primavera del 2021 hanno perso pure la Naspi, l’indennità di disoccupazione. Ad essersi aggiudicato l’appalto, con durata ventennale, è stato il raggruppamento di imprese formato dalla Pretuziana sport, la Rari Nantes L’Aquila e la Mfs di Salvi Fabrizio & Co.
La piscina è stata oggetto di lavori di ripristino degli impianti e interventi di manutenzione straordinaria. Al taglio del nastro, stamani, saranno presenti il primo cittadino Pierluigi Biondi, l’assessore allo sport Vito Colonna, Cristiano Carpente, presidente della Federazione italiana nuoto Abruzzo, insieme a Massimo Pompei, amministratore unico della Pretuziana Sport, Giovanni Benevieri, presidente della Rari Nantes L’Aquila e Maurizio Salvi della Salvi Costruzioni.
«Come organizzazioni sindacali», dicono i segretari di Fp Cgil e Slc Cgil Maria Maddalena Scimia e Antony Pasqualone, «abbiamo chiesto il primo incontro lo scorso 12 maggio, forti dell’applicazione della clausola sociale prevista nel capitolato di gestione che prevede nello specifico che «l’affidatario si impegna ad assorbire e utilizzare prioritariamente nell’espletamento del servizio, qualora disponibili, i lavoratori che già vi erano adibiti quali soci lavoratori o dipendenti del precedente gestore».
«In data 28 settembre 2023», proseguono i due sindacalisti, «non avendo ricevuto nessuna risposta, ci siamo trovati costretti a sollecitare l’incontro, ma tutto tace». Per la Cgil, «presumibilmente l’assenza di una risposta da parte degli attori coinvolti nel processo decisionale è dovuta al loro ligio impegno rivolto a tutelare le lavoratrici e i lavoratori, applicando la citata clausola sociale in maniera puntuale e pedissequa».
Viene dunque sollecitato un nuovo incontro con il Comune, quale committente, e con i gestori, «al fine di verificare che il loro proficuo lavoro sia servito a tutelare i livelli occupazionali nonché i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in questione con la corretta applicazione della clausola sociale. In assenza di un riscontro e del riassorbimento del personale dipendente del precedente gestore, la Fp e Slc Cgil attiveranno ogni utile iniziativa volta a tutelare i diritti dei lavoratori che attendono di uscire dalla precaria condizione di vita generata dalla vicenda».
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