Doppi incarichi, danno erariale da 1 milione

9 Maggio 2018

Emergono nuovi particolari dall’indagine della Finanza: 11 docenti dell’Ateneo aquilano segnalati alla Corte dei Conti

L’AQUILA. Un danno erariale da un milione di euro. Prof a tempo pieno all’Università e, magari, con partita Iva per la libera professione, oppure una partecipazione in qualche tipo di società.
Emergono nuovi particolari dall’inchiesta condotta a livello nazionale dalla Guardia di finanza e che, attraverso le sue articolazioni territoriali, è arrivata a bussare alle porte dell’Ateneo in cerca di documentazione comprovante l’attività dei docenti a tempo pieno.
Sul totale di 21 casi esaminati in Abruzzo, quelli riguardanti l’Università dell’Aquila (i docenti fanno riferimento a diversi dipartimenti) sono undici.
Gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria, al comando del tenente colonnello Francesco Maione, hanno concluso una complessa attività d’indagine che, partita lo scorso anno, è arrivata a maturazione proprio in questi giorni.
Le risultanze dell’attività sono state rimesse all’attenzione della Corte dei Conti. L’input a livello centrale, che ha fatto scattare in tutta Italia l’operazione “Progetto Magistri”, è arrivato dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie. Da lì è scaturita la verifica nelle Università, che ha portato all’individuazione di 411 casi sospetti in tutta Italia. In modo particolare, gli investigatori sono stati chiamati ad accertare le situazioni di incompatibilità non autorizzata, cioè di vero e proprio doppio lavoro per i docenti universitari a tempo pieno. Per costoro, infatti, vige il divieto di svolgere altri incarichi se non per specifiche attività connesse al proprio mandato d’insegnamento, e con esplicita autorizzazione da parte del rettore. Insomma, sussiste un vero e proprio rapporto di esclusività con l’Ateneo.
Pertanto, gli uomini delle Fiamme gialle hanno provveduto ad acquisire dal ministero gli elenchi dei docenti a tempo pieno di tutte le università italiane. La griglia è stata poi incrociata con altre banche dati dalle quali sono stati estrapolati i nominativi di coloro i quali, oltre a percepire redditi dall’Università, avevano anche altre entrate da enti pubblici o privati, oppure erano titolari di partite Iva, oppure ancora risultavano inseriti in alcune società.
All’esito di questi accertamenti sono state deferite alla Procura della Corte dei Conti undici persone, i cui redditi sono stati passati ai raggi X. Il danno erariale complessivo accertato si aggira sul milione di euro per tutti i casi presi in esame. Su questo dovrà pronunciarsi la magistratura contabile.
Al momento, del resto, non ci sono contestazioni di natura penale a carico degli undici docenti.
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