Doppi turni per sposarsi a Collemaggio

Coppie a caccia di una data libera, ad aprile concerto e primo matrimonio. Visitatori entusiasti della riconsegna alla città
L’AQUILA. L’agenda del rettore di Collemaggio, don Nunzio Spinelli, ha appunti su tutte le pagine dei week end di primavera/estate, da maggio a settembre: due nomi e un numero di telefono. Sono quelli dei promessi sposi che già prima della riapertura della basilica hanno prenotato il loro matrimonio a Collemaggio, fiduciosi che i lavori di ristrutturazione seguissero la tabella di marcia. Adesso, di pagine libere ce ne sono davvero poche, ma le richieste, invece, tra ieri e mercoledì, sono state tantissime. In qualche caso, per accontentare gli sposi, don Nunzio ha fatto ricorso anche ai doppi turni: due cerimonie, una di mattina l’altra di pomeriggio. Ma molte coppie già non hanno trovato posto tra quelle pagine.
DUOMO. D’altra parte, intorno all’apertura della chiesa c’è attesa da diversi mesi e, per chi vuole sposarsi dentro le mura, le alternative si contano sulle dita di una mano. Una ferita ancora aperta, come ha voluto sottolineare l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, che subito dopo l’inaugurazione di Collemaggio ha puntato l’attenzione sul destino della chiesa cattedrale. Attraverso l’account Twitter del periodico diocesano “Vola” ha voluto ricordarlo anche ieri: «Spero che la managerialità dimostrata nel restauro di Collemaggio sia trasferita pure nella ricostruzione del Duomo. Rivolgo un appello accorato a tutti gli organismi». L’enorme portone della chiesa che si affaccia sulla piazza principale della città è chiuso da quel 6 aprile 2009 ed è stato aperto in pochissime occasioni, lasciando intravedere al suo interno la distruzione causata dal terremoto e poi dal tempo. «Il recupero di Collemaggio è stato a 360 gradi. Queste imprese non possono essere fatte al singolare, ma devono essere compiute al plurale», ha spiegato Petrocchi. «Nella ricostruzione sono intervenuti tanti soggetti che hanno saputo interagire e mettere a servizio le loro diversità. A me sembra che questa formula vincente debba essere trasferita anche sul Duomo che segna ancora il passo. Il mio appello è affinché venga messo il massimo impegno per accelerare la ricostruzione di questa chiesa che non è soltanto al centro geografico della città, ma è un luogo in cui la comunità aquilana si riconosce».
FRANCESCHINI. Intanto, il ministro per i beni culturali Dario Franceschini ieri ha parlato di «emozione nell’assistere alla restituzione della basilica alla città. Una storia positiva di collaborazione tra pubblico e privato» e di «un’altra prova di eccellenza assoluta delle nostre strutture di tutela e restauro».
RICONSEGNA. Al termine della cerimonia di riapertura di Collemaggio il sindaco Pierluigi Biondi (l’ente è proprietario della chiesa), ha firmato la riconsegna della basilica all’arcivescovo.
VISITE E MATRIMONI. Tantissimi gli aquilani che in questi giorni hanno voluto riabbracciare Collemaggio, ognuno a proprio modo. «I visitatori in soli due giorni sono stati migliaia», ha detto don Nunzio. «Soprattutto mi ha fatto piacere vedere tanti giovani, in ogni ora. Curiosi, ma anche commossi. In tanti si sono fermati per una preghiera davanti alla teca di San Pietro Celestino, ai piedi dell’altare maggiore». Il corpo del santo, infatti, solo nei prossimi giorni tornerà nel proprio mausoleo, appena restaurato. «Tante sono state anche le coppie che hanno scelto per il loro matrimonio questa chiesa», ha continuato il rettore. «Non ho potuto accontentare tutti. Ma ho fatto il possibile. La prima data fissata è ad aprile, poi in estate ce ne sono molte, praticamente tutti i sabati e tutte le domeniche avremo cerimonie. In totale sono circa 25 i matrimoni già prenotati. Anche per la sera di Natale ci aspettiamo una grande folla». La sera tra il 24 e il 25, a mezzanotte, infatti l’arcivescovo presiederà la messa “Nella Notte di Natale”. Da ieri la chiesa è aperta tutti i giorni: mattina 9-12,30, pomeriggio 15,30-18. Dal 27 dicembre si terranno tutte le domeniche due messe, alle 11 e alle 17, e nei giorni feriali una sola, alle 17.
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