Doppia pista per la Pietà ripescata in un canale

Segnalazione da Avezzano, l’altra dall’Aquila per un furto di 13 anni fa al cimitero Ceccaroni (Soprintendenza): «Solo una riproduzione di un’opera d’arte»
AIELLI. Spunta una doppia pista per fare luce sulla provenienza della statua raffigurante la Pietà di Michelangelo, affiorata dalle acque torbide di un canale del Fucino durante gli interventi di manutenzione straordinaria eseguiti dal Consorzio di bonifica ovest: la scultura color bronzo, gettata da un ponte lungo il canale che costeggia Strada 15, nel territorio del comune di Aielli, potrebbe essere stata rubata o al cimitero di Tempera, frazione dell’Aquila, oppure in un altro raid denunciato da un avezzanese.
Sul versante aquilano, due coniugi, dopo aver visto sul Centro le immagini della statua alta 70 centimetri e larga 50, si sono rivolti ai carabinieri di Paganica per mettere in risalto la fortissima somiglianza della statua rinvenuta nel canale del Fucino con quella rubata nella tomba di famiglia nel lontano 2007. Tredici anni fa.
Sempre ieri, però, ai militari è giunta un’altra segnalazione di un marsicano che ha subito il furto di una statua del tutto simile. Per entrambi, comunque, si tratterebbe soltanto di un valore affettivo, poiché l’opera raffigurante la Pietà di Michelangelo, finita nell’acqua del canale, ha uno scarso valore economico.
«È soltanto la riproduzione di un’opera d’arte», mette in chiaro Emanuela Ceccaroni, della Soprintendenza d’Abruzzo, «finita nel canale del Fucino chissà per quale motivo».
L’ipotesi più accreditata, comunque, sembra quella del furto in qualche cimitero: episodi abbastanza frequenti, sia nella Marsica che nell’Auilano, dove i ladri cercano prevalentemente il materiale in rame. Forse i malfattori, ingannati dal colore simil bronzo, hanno caricato la statua a bordo sperando in un bottino di valore, per poi dileguarsi: a una verifica un po’ più attenta, però, i trafugatori potrebbero essersi accorti della “cantonata” e scaraventato la statua nelle acque fucensi. Quel corpo estraneo, agganciato dall’escavatore durante i lavori, per un breve lasso di tempo, ha scatenato la curiosità di migliaia di persone, soprattutto per il potenziale valore. Per capire la provenienza della statua portati in superficie dagli operai del Consorzio di bonifica, nel canale di Strada 15 compreso tra Aielli e Celano, ora sono al lavoro i carabinieri: nel frattempo, dopo la consegna ai militari della stazione di Cerchio, intervenuti sul luogo del ritrovamento, ora la statua è custodita nella caserma del comando di compagnia di Avezzano, in via Fontana, in attesa di individuare il legittimo proprietario. E riconsegnarla.
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