Dosi in ambulatorio, il 70% dei medici dice sì

1 Aprile 2021

All’iniziativa parteciperà anche il personale sanitario delle guardie mediche, attesa per la partenza

L’AQUILA. Il 70% dei medici di famiglia della provincia dell’Aquila ha aderito alla campagna vaccinale. Una percentuale destinata ancora a crescere, secondo il segretario della Fimmg Vito Albano, che ha sottolineato come all’iniziativa partecipi anche il personale sanitario delle guardie mediche. A due settimane dalla firma dell’accordo tra la Regione Abruzzo e i sindacati Fimmg, Snami e Smi, si vanno definendo le procedure con cui ai medici di base verrà data la possibilità di vaccinare i propri assistiti, in particolare quelli che rientrano nella categoria Over 80 e i soggetti fragili.
Per far partire la prima fase, cioè le vaccinazioni a domicilio dei pazienti non deambulanti, si sono svolte alcune riunioni tecniche e ora si attende il via libera da parte dell’Asl: «I medici di famiglia che hanno aderito alla campagna», spiega Albano, «hanno già ricevuto l’elenco dei propri assistiti che si sono registrati sulla piattaforma regionale e stanno individuando coloro, tra gli Over 80, che potranno ricevere la vaccinazione a casa, inserendo anche i soggetti fragili. Quello che manca, a questo punto», aggiunge Albano, «è l’autorizzazione ufficiale dell’Asl a far partire il servizio: va organizzato il sistema per l’approvvigionamento, da parte dei medici, delle dosi di vaccino, e anche per il trasporto. Gli appositi contenitori attualmente disponibili sono una trentina e vengono utilizzati anche dai team mobili. Quindi, ci vogliono certezze sia sull’accessibilità ai vaccini, anche in base ai rifornimenti periodici, sia sulle modalità di trasporto». Si rallenta, quindi, il cronoprogramma, che prevedeva già entro marzo la partenza delle vaccinazioni domiciliari, per poi proseguire con la seconda fase, in cui i medici di assistenza primaria potranno vaccinare, in ambulatorio o in altre strutture territoriali, gli appartenenti alle altre categorie, secondo le priorità indicate a livello nazionale e regionale.
«C’è tanta attesa e tante sono le richieste arrivate dai nostri assistiti», dice il segretario Fimmg Albano, «ma ci sono ancora problemi tecnici che l’Asl deve risolvere, speriamo di riuscire ad accelerare i tempi».
Per quanto riguarda la seconda fase, «ci si metterà a tavolino, anche prima di Pasqua», continua Albano, «per stilare un calendario e capire a quali strutture potranno appoggiarsi i medici di famiglia che non hanno ambulatori adeguati per effettuare questo ulteriore servizio. Con l’attivazione del secondo centro vaccinale a Bazzano ci sono altri spazi, ma anche in questo caso le modalità vanno concordate con l’azienda sanitaria. Intanto», conclude Albani, «siamo arrivati a una buona adesione su tutto il territoriale provinciale, il 70% dei medici di base, e altri si stanno unendo in questi giorni».
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