Droga a studenti e operai, 13 a giudizio

22 Settembre 2018

Un’abitazione inagibile a Paganica individuata come covo. Processo il 27 novembre. Uno dei sospettati ha patteggiato

L’AQUILA. Sono finite sotto processo tredici persone sospettate, con ruoli di diverso peso, di avere spacciato cocaina e hascisc a studenti e operai della ricostruzione con un covo in una casa popolare inagibile di Paganica. Il processo è stato fissato per il 27 novembre davanti al tribunale collegiale.
L’inchiesta fu portata avanti dalla squadra Mobile e ieri il pm Stefano Gallo, nonostante le opposizioni dei legali, ha ottenuto il rinvio a giudizio. Uno degli accusati, Marcelo Ramos Duarte, ha patteggiato un anno e quattro mesi in continuazione con altri episodi di spaccio.
Gli altri imputati, tutti residenti tra L’Aquila e l’Alta Valle dell’Aterno, sono Pierpaolo Romano, Elvis Goman, Joussef Bia, Enver Fusha, Tiziano Panepucci, Massimo Taddei, Alessandro Biasini, Luca Zugaro, Kurtisi Vasfi, Irina Popescu, Giovanni Catena, Giovan Battista Cialone, Ivano Circi. Le posizioni degli ultimi tre sospettati appaiono defilate.
Le indagini erano partite a giugno 2015, dopo la morte di P.M., 35enne dell’Aquila. Si sospettava un’overdose, ma in realtà era stato fatale un cocktail di farmaci. Così, dal settembre di quell’anno e fino a febbraio 2016 sono andate avanti le indagini, tra centinaia di registrazioni telefoniche, sms, pedinamenti, filmati e foto. Il taglio e il confezionamento della droga, stando a quanto ricostruito dalla polizia, avvenivano nella casa inagibile di Paganica di Taddei. Un covo, stando alle accuse, tenuto sotto controllo da mesi, da quando gli agenti erano riusciti a piazzare una telecamera e una microspia. La droga arrivava da Roma, Avezzano, Milano e Caserta.
Gli accusati sono difesi dagli avvocati Mauro Ceci, Domenico Pastorelli, Giulio Lazzaro, Roberto Verdecchia, Francesco Rosettini, Francesco Valentini, Stefano Massacesi, Gianluca Totani, Daniela Napoleone, Graziano Celestini, Francesca Palmerini.
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