Droga, bocche cucite degli indagati
Ieri gli interrogatori, solo Tirimacco ha sostenuto l’estraneità alla vicenda
SULMONA. Bocche cucite davanti al giudice. Sei delle sette persone arrestate dai carabinieri con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti, si sono avvalse della facoltà di non rispondere preferendo non aggiungere nulla alle contestazioni che gli sono state mosse dal giudice Marco Billi nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina. L’unico a parlare è stato Francesco Tirimacco il quale ha escluso ogni suo coinvolgimento nell’organizzazione e nello spaccio di stupefacenti. Il giovane, che si trova agli arresti domiciliari, è accusato di essersi recato a una fermata del pullman proveniente da Napoli e di aver ritirato da un “cavallo” una valigia contenente circa 20 chili di hascisc. I carabinieri lo hanno appreso dalle intercettazioni ambientali effettuate nell’abitazione di Massimiliano Le Donne, base di tutte le operazioni dell’organizzazione. Tirimacco non ha negato di aver partecipato alla conversazione accettando di ritirare la valigia carica di droga. Ma una volta a casa ci avrebbe ripensato non presentandosi all’appuntamento. Il suo avvocato, Alberto Paolini, ha chiesto quindi al giudice la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari o, in alternativa, la concessione di una misura meno afflittiva in modo da poter portare avanti la propria attività di gommista. Tutti gli altri indagati sottoposti a misura cautelare non hanno risposto alle domande del giudice. Il solo Massimiliano Le Donne considerato il fulcro dell’intera inchiesta ha solo voluto sottolineare l’estraneità del fratello Lorenzo. L’unico che resta da ascoltare è l’aquilano di origini siciliane Salvatore Moreci, che era rimasto fuori dalla prima retata perché irreperibile ed è stato arrestato solo l’altro giorno a Roma dove è stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Gli altri coinvolti nell’operazione Fenice, condotta dai carabinieri della compagnia di Sulmona, sono Giovanni Gigante, Edoardo Bighencomer, Andrea La Civita, tutti sulmonesi e l’albanese Domeniko Elezi, residente a Pratola Peligna. Il giudice Billi ha annunciato che martedì farà conoscere le proprie decisioni. Ieri a tarda sera il gip ha revocato la detenzione cautelare in carcere a Bighencomer, che avrà però l’obbligo di firma, per motivi lavorativi. La richiesta era stata presentata dal suo legale Stefano Michelangelo. (c.l.).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

