Droga e antichi reperti in casa: scarcerato

5 Agosto 2021

Opi, il Riesame dispone il ritorno in libertà del 59enne accusato di ricettazione e detenzione di marijuana

OPI. È stato scarcerato il 59enne di Opi accusato di ricettazione di reperti archeologici appartenenti allo Stato oltre che di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha annullato l’ordinanza di convalida dell’arresto disposta dal gip di Sulmona nei confronti di L.F., finito nei guai dopo un’operazione dei carabinieri di Pescasseroli. Durante una perquisizione domiciliare i militari avevano trovato 120 grammi di marijuana nascosta in diversi barattoli di vetro, in parte già confezionata, e reperti archeologici trafugati nei siti archeologici della zona e risalienti al VI secolo avanti Cristo. Secondo il difensore dell’indagato, l’avvocato Gianpio Cimini, la sostanza trovata in casa del 59enne e sequestrata dai militari dell’Arma non è stata ancor analizzata ai fini di poter stabilire che si tratti di sostanza stupefacente.
Inoltre, sempre secondo la tesi difensiva, i reperti archeologici rinvenuti e posti sotto sequestro si trovavano all’interno dell’abitazione del fratello dell’indagato, morto da tempo. I carabinieri hanno trovato in una scatola antichi reperti e hanno dunque chiesto l'intervento di un corpo specializzato, i militari del nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Aquila, che si sono avvalsi della consulenza tecnica di archeologi della Soprintendenza di Chieti e Pescara competenti sul territorio. Dagli accertamenti hanno individuato la provenienza del materiale archeologico e hanno proceduto al sequestro di tutti i reperti, in particolare, una olla quadriansata a piattelli di impasto, una bacinella in bronzo integra e frammenti di un’anforetta di impasto parzialmente ricomposti. Dai controlli è emerso che tutti i reperti sono di natura archeologica e quindi tutti vincolati dai Beni culturali. Si tratta di materiale di rilevante importanza storica e risalente al VI secolo avanti Cristo. Gli oggetti sarebbero provenienti da scavi clandestini compiuti nella zona di Opi e dell’Alto Sangro, ma secondo il legale Cimini, non erano in casa dell’indagato. Il gip del tribunale di Sulmona aveva convalidato l’arresto con rito direttissimo e disposto per l’uomo la misura cautelare dei domiciliari. Ma, secondo i giudici del Riesame, non ci sono i presupposti per tenere l’uomo agli arresti. (p.g.)
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