Due anni fa il colpo a Sassa: stessa tecnica

9 Gennaio 2022

Quattro banditi furono costretti a fuggire a mani vuote inseguiti dai carabinieri. Ingenti i danni

SASSA. A dicembre del 2019 la stessa tecnica, quella della marmotta, era stata impiegata per far esplodere, senza successo, il bancomat dell’ufficio postale di Sassa. L’esplosione alle tre di notte in via Ponte San Giovanni aveva dato il via a un rocambolesco inseguimento tra i carabinieri e l’auto con a bordo quattro banditi incappucciati.
I residenti della palazzina che ospita le Poste al piano terra si erano svegliati di soprassalto nel cuore della notte, avevano acceso le luci e si erano affacciati al balcone per vedere che cosa fosse successo. In quello stesso istante avevano visto allontanarsi un’auto di colore scuro. È probabile che il complice che faceva da “palo” li avesse avvisati dell’arrivo dei carabinieri.
Ingenti i danni all’interno dell’ufficio postale per effetto della carica esplosiva tra vetri in frantumi, brandelli di carta e pezzi di bancomat disseminati all’esterno. Nonostante la violenta esplosione la cassaforte, però, non si era aperta con la banda costretta a fuggire a mani vuote. L’ufficio postale di Sassa restò chiuso al pubblico per mesi al fine di ripristinare i locali. I clienti vennero dirottati nella sede di Coppito (via di Preturo) dove venne allestito uno sportello dedicato alla clientela di Sassa abilitato a tutti i servizi postali e finanziari, compresi quelli “radicati” come le operazioni sui libretti di risparmio e sui conti Bancoposta e il ritiro della corrispondenza non consegnata per assenza del destinatario. L’ufficio postale danneggiato fu poi riaperto nei mesi successivi e lo sportello automatico venne sostituito con uno di nuova generazione.(f.d.m.)
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