Due anni fa l’addio all’architetto Cialone

Il ricordo dell’ambientalista De Amicis: «Era portatore di diversi interessi culturali, manca alla città»
L’AQUILA. Due anni fa, per un improvviso malore in casa, moriva l’architetto Giovanni Cialone, 69 anni, ex assessore comunale, amministratore del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, membro del comitato di gestione del Parco Sorgenti del Vera, esponente di Italia Nostra.
Così oggi lo ricorda il suo amico ambientalista Alfonso De Amicis.
«Giovanni Cialone», scrive De Amicis, «era portatore di diversi interessi culturali e curiosità. La difesa dei valori di arte, paesaggio, archeologia, ambiente era sempre all’interno di un progetto più ampio e complessivo. Era persuaso che bisognava lavorare e sacrificarsi sulla necessità di abbandonare la via della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Secondo lui non si doveva contrapporre uno sviluppo buono a uno cattivo, ma bisognava uscire da questo modello, dalla sua logica e dalla sua ideologia».
«Per questo», prosegue l’ambientalista De Amicis, «riteneva necessario “decolonizzare l’immaginario”, come compito di portata storica. A rifletterci, questo “passaggio di crisi” – come spesso lui ci suggeriva – potrebbe essere una buona notizia se per caso dovesse servire soprattutto nelle nostre latitudini ad aprire gli occhi sulla sostenibilità del progresso che l’Occidente ha realizzato fin qui».
«In questi giorni amari», afferma in conclusione De Amicis, «mi sarebbe piaciuto parlare con lui di pace e di come superare una crisi planetaria che è anche ambientale. Due anni sono passati velocemente e tuttavia mancano le sue puntualizzazioni verso una città che difficilmente pare imboccare la strada di una effettiva rinascita. Ciao Giovanni».(g.p.)
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