Due giorni di lavoro e tre di riposo: LFoundry cambia turni da giugno

23 Maggio 2021

Resta invariato il modello delle 12 ore, ma dopo venti anni arriva una svolta per dipendenti e famiglie Definite squadre e ruoli. L’obiettivo dell’azienda dei microprocessori è ridurre l’assenteismo 

AVEZZANO. Entrerà in vigore da martedì primo giugno il nuovo turno in LFoundry. A 21 anni dall’accordo che introdusse la turnazione “4 più 4” (quattro giorni di lavoro con turni da 12 ore 8-20 e 20-8 e quattro di riposo) e a 20 dalla sua entrata in vigore i turnisti dell’azienda più grande della provincia, dove si producono microprocessori, cambieranno organizzazione del lavoro. Dopo l’ipotesi di accordo tra i vertici del sito e le organizzazioni sindacali, a sigillare la voglia di voltare pagina è stato il 90% dei dipendenti che si è recato alle urne e ha scelto il nuovo turno “2 più 3”, con due giorni di lavoro (8/20 e 20/8) e tre di riposo, sempre con turni di 12 ore.
CHE COSA CAMBIERÀ. Il cambio di passo era atteso da anni. I lavoratori – ormai molti over 50 – non riuscivano più a sostenere le due notti consecutive. Per questo a metà 2019, dopo una sperimentazione interna, si è iniziato a parlare di una modifica. Il lavoro sarà strutturato non più su quattro squadre ma su cinque. Ogni squadra sarà formata da 170 dipendenti – per un totale di 850 turnisti (su 1.400 lavoratori in totale). L’azienda ha già definito nuovi ruoli da assegnare per ciascun team: caposquadra, responsabile e vice. Ciascun dipendente avrà l’opportunità di usufruire di 15 rientri l’anno, di cui il quattordicesimo e il quindicesimo se lavorati saranno pagati con una maggiorazione del 30%.
LA DATA PER IL VIA. È stato scritto nero su bianco: a maggio si organizzerà il lavoro e il primo giugno si cambierà. E alla fine, dopo mesi di incontri e discussioni, la data dell’entrata in vigore del nuovo turno è stata confermata. Da martedì primo giugno gli 850 turnisti andranno al lavoro due giorni consecutivi e avranno poi diritto a tre giorni di riposo. Dovranno rispettare i turni da 12 ore e ridurre l’assenteismo. Questo uno degli obiettivi dell’azienda.
MA I DUBBI RESTANO. Anche se il cambio turno è ormai alle porte, restano degli interrogativi da risolvere. Uno su tutti è quello che riguarda il calendario dei turni. Si rischia infatti che con il “2 più 3” per quattro anni di seguito, cioè fino a quando non c’è l’anno bisestile, il lavoratore osservi gli stessi turni. Quindi per quattro anni consecutivi un dipendente potrebbe lavorare sempre a Natale o a Pasqua, come in un altro specifico giorno della settimana. Un’altra questione da risolvere è il turno nei giorni in cui cambia l’ora da solare a legale. Chi lavora infatti la notte dell’ultimo sabato di ottobre farà 13 ore invece che 12, ma il problema è che rischia, per l’assetto del turno, di farle per quattro anni di seguito. Azienda e sindacato hanno deciso di iniziare a lavorare con la nuova turnazione e di risolvere le criticità in modo graduale.
MISTERO SUI SOCI. Continuano a essere diverse le perplessità anche sull’identità dei soci di LFoundry, che attualmente fa capo alla start up cinese Wuxi (ha comprato nel 2019 il 100% delle quote). Dubbi restano anche sull’assetto futuro della gestione dei clienti dopo la cessione del ramo d’azienda alla tedesca Sparc Eu che ha coinvolto sei dipendenti della fabbrica marsicana. «Rinunciare al controllo dell’area commerciale è come consegnare le chiavi di casa a uno sconosciuto», il commento di Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl, «il problema è che noi di questa nuova società non sappiamo nulla. I brevetti prodotti in territorio italiano passano in mano cinese. Fino al 2023 il gruppo ha ordini e contratti. Ma dopo?». Nobis, come i colleghi delle altre sigle sindacali, ritiene fondamentale l’intervento del ministero per lo Sviluppo economico a tutela dei 1.400 dipendenti. Nell’ultimo incontro al Mise non ci sono state rassicurazioni in merito e non si è entrati nel vivo della discussione limitandosi a constatare quanto sta accadendo nello stabilimento. «I nostri dubbi sono legati essenzialmente a una dinamicità del mercato», evidenzia Michele Paliani, segretario Uilm-Uil nazionale, «la comunità europea sta mettendo a disposizione delle risorse e non vorremmo rimanere indietro. Non vorremmo trovarci nella condizione che i nostri competitor sfruttino le risorse dell’Europa e noi invece rimaniamo a guardare. Stiamo sollecitando il management a intervenire, perché speriamo possa capire l’importanza di questo processo in atto».
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