Due marsicani tra i soccorritori: «Distrutta ogni cosa, è l’inferno»

16 Febbraio 2023

Il racconto dei volontari della Protezione civile di Tagliacozzo: «La gente vive in strada, è un dramma» La missione è finalizzata all’allestimento di un ospedale da campo, trasportati anche alcuni medicinali

TAGLIACOZZO. La nave San Marco della Marina militare ha attraccato al porto di Alessandretta e li ha portati nella terra devastata dal sisma. Un viaggio durato cinque giorni per raggiungere l’inferno. È qui che si continua a scavare per cercare ancora la vita sotto le macerie: «La situazione è drammatica, davanti a noi c’è l’immagine della distruzione», dicono Christian Rossi e Dario Valente, i due volontari del nucleo di Protezione civile di Tagliacozzo sbarcati in Turchia per fornire aiuto nelle operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi. Il tragico terremoto dello scorso 6 febbraio ha seminato morte e distruzione: l'ultimo bollettino ufficiale parla di oltre 40mila vittime. Drammatico il bilancio anche in Siria, dove si contano quasi 10mila morti. Per l’Onu si tratta del più grande disastro naturale in Europa nell’ultimo secolo. I superstiti, al freddo e senza alloggi, si arrangiano come possono: «Abbiamo visto persone scaldarsi bruciando i sacchi della spazzatura o degli enormi bidoni. I più fortunati dormono nelle auto», raccontano Rossi e Valente. Con loro hanno viaggiato anche i colleghi di Puglia e Piemonte. L’imbarcazione ha trasportato dall’Italia un ospedale da campo, messo a disposizione dalla Protezione civile piemontese, e un convoglio di automezzi, autocarri e attrezzature per rimuovere le macerie. I due marsicani raccontano le prime ore in Turchia: «Abbiamo attraversato zone completamente distrutte, è un inferno». Il paesaggio è spettrale: «Intere case rase al suolo, la gente vive per strada in baracche o accampamenti di fortuna». Le operazioni sono frenetiche: l’ospedale da campo è stato allestito nella città di Antiochia, una delle più colpite dal sisma. Ieri pomeriggio due aerei messi a disposizione dalla Guardia di finanza hanno trasportato medici, infermieri e operatori sanitari. «Martedì, subito dopo il nostro arrivo, abbiamo consegnato alle autorità turche il materiale raccolto in Abruzzo», spiegano Rossi e Valente. Si tratta di presidi medici messi a disposizione dalla Asl di Teramo. «Nel corso della giornata», continuano, «abbiamo fornito supporto logistico nelle operazioni di allestimento dell’ospedale, attività proseguita anche ieri insieme alle squadre arrivate dal Piemonte». I due lasceranno la Turchia questa mattina in direzione Brindisi. L’agenzia regionale di Protezione civile, che ha attivato la prima missione abruzzese, ha fatto sapere che «un’ulteriore spedizione di materiale per l’assistenza alla popolazione è stato programmato per i prossimi giorni». Martedì ha raggiunto le zone terremotate anche il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.
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