Due muratori morti nel crollo È la tragedia della ricostruzione

Le vittime avevano 42 e 61 anni: precipitano nella grotta sottostante all’edificio, salvi altri tre
SAN PIO DELLE CAMERE. Morire di lavoro, inghiottiti da macerie e polvere, in una tragedia che segna profondamente la ricostruzione post-terremoto. È accaduto a San Pio delle Camere e le vittime sono due muratori: stavano ristrutturando un immobile quando si è verificato un crollo e sono sprofondati per cinque piani travolti da un cumulo di detriti. Entrambi erano dipendenti dell’impresa edile Habita con sede all’Aquila. I nomi di Cristian Susanu, 42 anni, originario della Romania, e di Dzevdet Uzeiri, 61enne, nato in Macedonia, vanno a ingrossare la lista di quanti, da nord a sud Italia, perdono la vita per portare a casa uno stipendio dignitoso. Il più giovane dei due era residente a Roio, frazione dell’Aquila, mentre il suo collega abitava a San Pio delle Camere, teatro della tragedia. Siamo a 30 chilometri dall’Aquila. Anche il titolare dell’impresa è originario di San Pio. I due corpi sono stati recuperati poco dopo la mezzanotte.
L’INDAGINE. Sul cedimento strutturale dell’immobile indagano i carabinieri di Barisciano e il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl. Sul posto il magistrato di turno, Simonetta Ciccarelli, che ha aperto un fascicolo, con l’ipotesi di reato di duplice omicidio colposo, per ricostruire la dinamica di quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.
COS’È ACCADUTO. La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio. Al momento del crollo all’interno del fabbricato stavano lavorando in tutto cinque operai: tre di loro sono riusciti a mettersi in salvo scampando alla tragedia, mentre per i loro colleghi non c’è stato nulla da fare. Susanu e Uzeiri sono rimasti intrappolati sotto cinque metri di macerie. La zona del crollo, nota come San Pio grotte, si trova nel centro storico del paese. A poche decine di metri c’è la casa di Franco Marini, l’ex presidente del Senato originario di San Pio delle Camere e scomparso a Roma il 9 febbraio. Il fabbricato che si è accartocciato su se stesso fa parte di un aggregato della zona rossa. L’immobile in pietra, molto datato, era stato gravemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009. Secondo una prima ricostruzione, i dipendenti della ditta Habita stavano eseguendo una serie di opere per la messa in sicurezza dell’edificio. Il crollo sarebbe avvenuto mentre era in corso la demolizione di una porzione che non prevedeva l’utilizzo di gru. Secondo quanto emerso, gli operai stavano effettuando una gettata in cemento per mettere in protezione l’edificio quando all’improvviso è venuto giù tutto, come raccontato dai testimoni. Si ipotizza che Susanu e Uzeiri siano stati trascinati nella parte più bassa dove si trova una sorta di grotta. Da sotto le macerie si sentivano le loro voci e per alcuni, lunghi minuti questo ha fatto sperare che i due operai potessero uscire malconci ma vivi da quella voragine che li aveva inghiottiti con la massa di detriti crollatagli addosso.
I SOCCORSI. Davanti all’edificio imploso, oltre ai carabinieri, sono arrivate squadre dei vigili del fuoco dell’Aquila, due ambulanze e l’elicottero del 118. Ad assistere disperato ai tentativi di recuperare i due operai c’era anche Marcello Aloiso, titolare della ditta incaricata dei lavori. Tutti hanno nutrito la speranza di non dover piangere altri morti sul lavoro, ma con il passare delle ore le voci dei due intrappolati si sono spente e con esse anche la possibilità di recuperarli in vita. Al sopraggiungere del buio l’elicottero, non più utilizzabile per un eventuale trasporto, ha fatto rientro alla base di partenza. Ulteriori crolli e il pericolo di cedimenti che coinvolgessero anche i soccorritori ha reso l’operazione ancora più complicata. Oltre alle squadre arrivate da tutto l’Abruzzo, è stato richiesto anche l’intervento di un reparto dei vigili del fuoco giunto da Roma e specializzato nel recupero in grotta.
Prima di procedere alle operazioni è stato necessario mettere in sicurezza la zona attraverso dei puntellamenti. Oltre quaranta vigili del fuoco arrivati dall’Aquila e da Sulmona, Popoli e Chieti hanno operato per tutta la notte.
Non c’è stato scampo per Susanu e Uzeiri, travolti dalle macerie proprio come due cugini dell’operaio macedone che nel 2009 abitavano a Castelnuovo e furono travolti dal crollo dell’edificio in cui si trovavano al momento della violentissima scossa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

