Duemila forzati della notte nelle scuole-dormitorio

19 Gennaio 2017

Alle strutture comunali aperte in città e paesi si sono aggiunti edifici parrocchiali Il sindaco Cialente: «Per accogliere gente riattivati i Map che avevamo chiuso»

L’AQUILA. Un risveglio con l’emergenza neve, tale da spingere la Protezione civile del Comune ad aprire il Coc (Centro operativo comunale) e ad attivare le associazioni di volontariato per dar man forte nell’operazione di pulizia. Ma poi, appena qualche ora dopo, all’Aquila la terra è tornata a tremare forte e più volte nel giro di una manciata di minuti. Ed è stato per tutti il ritorno di un incubo. Gente uscita da case e uffici, studenti universitari con le valigie in mano a caccia di un posto sugli autobus per Roma o per qualunque altra destinazione lontana dall’Aquila. E il traffico a lungo in tilt, con ingorghi che hanno finito per rallentare anche i mezzi in partenza per i luoghi dell’epicentro, tra l’altro per molte ore irraggiungibili proprio a causa della neve che in alcune zone ha raggiunto anche i due metri d’altezza. In città la situazione è apparsa subito critica: chiusi molti uffici e attività commerciali. Ed è emersa subito la necessità di aprire, oltre alle poche aree di accoglienza attrezzate, anche i Musp, quei moduli provvisori costruiti all’indomani del sisma del 2009 per ospitare “temporaneamente” le scuole della città e delle frazioni.

Una trentina le strutture comunali aperte e in gran parte gestite dalle organizzazioni di volontariato di protezione civile, coordinate dal Comune, per poter accogliere la gente sempre più spaventata e stressata da un numero di scosse diventato nell’arco della giornata elevatissimo. Tante da far perdere anche il conto. E alle strutture comunali aperte in città e nelle frazioni sono andate via via ad aggiungersi anche diversi edifici parrocchiali.

Oltre duemila le persone, secondo i dati forniti nel pomeriggio da Daniela Ronconi, responsabile della protezione civile del Comune, registrate nelle aree di accoglienza. In alcune strutture, quali quelle aperte a Coppito (Murata Gigotti e Musp), già ieri a pranzo era stato possibile, grazie alla Pro loco di Coppito e al suo gruppo di protezione civile, preparare pasti caldi per oltre 250 persone. Tra loro anche molti studenti universitari che si sono rimboccate le maniche per aiutare il gruppo di protezione civile a ripulire il parcheggio dalla neve. A Cese, nelle due strutture aperte, ai pasti hanno provveduto i soci del circolo di Sant’Anna. Pasti “fai da te” anche in altre frazioni. In serata, quando le aree di accoglienza sono diventate ancora più affollate, il Comune è riuscito a consegnare duemila pasti preparati dalla Vivenda.

«Stiamo facendo il possibile», ha detto il sindaco Massimo Cialente che ieri sera ha fatto il giro delle aree di accoglienza. «Il nostro Coc sta facendo un attimo lavoro e devo ringraziare tutto il personale del Comune che dall’altra notte sta operando senza sosta per riuscire a far fronte all’emergenza. Purtroppo mancano le brandine. Siamo riusciti a recuperarne poche rispetto alle duemila che avevamo chiesto. Ci sono anche quelle messe a disposizione da alcuni gruppi di protezione civile, ma i numeri restano esigui. Comunque i cittadini sono abbastanza sereni, sapendo anche di poter trascorrere la notte al caldo, “accuditi” da noi e dai volontari che stanno facendo un lavoro straordinario. Abbiamo riattivato i Map che erano stati chiusi», ha aggiunto Cialente, «proprio per poter accogliere la gente. Ad Arischia ce ne sono 19 pronti grazie alla collaborazione preziosa avuta per riallacciare acqua, luce e gas. Un lavoro che continuerà anche nei prossimi giorni per poter avere la disponibilità di altri alloggi così da venire incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare quelle con portatori di handicap. Aprire le scuole è stata una scelta più che positiva». E a proposito di scuole, oggi niente lezioni, come ricordato dallo stesso Cialente. Chiusi anche tutti gli uffici pubblici.

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