Duomo, arrivano i fondi Riapertura fissata al 2028

Il ministero della Cultura stanzia i 18 milioni che mancavano per finire l’opera Lavori al via nella primavera del 2023. Ma aleggia lo spettro dei ricorsi al Tar
L’AQUILA. Sono stati sbloccati i fondi per la ricostruzione del duomo dell’Aquila danneggiato dal sisma del 2009. A garantirlo è lo stesso ministero della Cultura che, dopo aver elargito il finanziamento del primo stralcio di opere da 18,5 milioni, nei giorni scorsi ha inviato una comunicazione ufficiale al Segretariato regionale per assicurare la copertura anche del secondo stralcio, di pari importo. Intanto vanno avanti le procedure per l’apertura del cantiere, prevista in primavera, a meno di un anno dalla storica visita di Papa Francesco: è stata firmata dal segretario regionale ad interim, Federica Zalabra, la determina per l’affidamento degli incarichi di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, di contabile dei lavori e ispettore di cantiere, figure che affiancheranno il direttore dei lavori Augusto Ciciotti. Aleggia però lo spettro dei ricorsi: dopo l’assegnazione dei lavori alla Cobar costruzioni Barozzi, alcune delle altre 13 ditte che hanno partecipato alla gara d’appalto hanno fatto domanda di accesso agli atti. Eventuali loro ricorsi ritarderebbero l’avvio del cantiere.
NUOVI FONDI
Allo stato attuale sono a disposizione circa 18milioni lordi, appena la metà di quanto necessario per l’intero lavoro di consolidamento e restauro, provenienti dalla delibera Cipes del 2016. Altri 18 milioni e 500mila euro sono previsti con l’inserimento dell’intervento nel piano Sviluppo e coesione del ministero della Cultura. «Il finanziamento ci è stato garantito ufficialmente proprio in questi giorni», spiega il direttore dei lavori, «non ci sarà dunque motivo per interrompere le opere, salvo imprevisti».
RICORSI IN ARRIVO?
La paura più grande è proprio quella che possano essere aperti contenziosi da parte delle 13 ditte escluse. Ad aggiudicarsi la procedura avviata il 25 maggio scorso è stata la ditta pugliese Cobar di Altamura. Sono state 14 le ditte ad aver partecipato alla gara (3 escluse in fase finale). I lavori della commissione giudicante sono partiti a luglio. La Cobar ha ottenuto il massimo punteggio proprio per la proposta tecnica, arrivando così all’aggiudicazione dell’appalto. In questi giorni alcune delle 13 ditte escluse hanno presentato richiesta di accesso agli atti al Segretariato. Potrebbe essere preludio di ricorsi al Tar.
I TEMPI E l'accelerazione
L’obiettivo del Segretariato è firmare il contratto entro l’anno: i lavori infatti dovrebbero prendere il via la prossima primavera e durare 1.800 giorni, cioè 5 anni. Se cominceranno senza intoppi nel 2023, potrebbero terminare dunque nel 2028.
Per far in modo che tutto proceda secondo il cronoprogramma, nei giorni scorsi è stata indetta una procedura aperta per individuare alcune professionalità: il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (un incarico da 250mila euro circa per il primo stralcio e 200mila per il secondo), il contabile dei lavori (per un totale di circa 217mila euro) e l’ispettore di cantiere (108mila euro). A guidare i lavori, insieme a Ciciotti, ci sarà l’architetto Valerio Tesi, Soprintendente per le province di Pisa e Livorno, in qualità di responsabile unico del procedimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

