E a Ofena imprenditori nei guai
L’accusa: «Ottenuti rimborsi sulla scorta di presupposti errati»
OFENA. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. E' questa l'accusa dalla quale dovranno difendersi in tribunale tre imprenditori agricoli (due di Ofena e uno di Montorio al Vomano) rinviati a giudizio dal gup di Pescara Antonella Di Carlo. Il reato è legato ai contributi erogati dalla Regione Abruzzo: dal dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca, servizio politiche di rafforzamento della competitività in agricoltura (da qui la competenza di Pescara dove ha sede questo dipartimento). Patrizio Delfino, titolare di una impresa agricola ad Ofena, avrebbe intascato 391 mila euro a titolo di contributo per la ricostruzione per gli eventi calamitosi del 6 aprile del 2009. Secondo l'accusa avrebbe preso i contributi in ragione della errata attribuzione di punteggi prefissati nel bando, a causa delle non veritiere dichiarazioni e omissioni relative a diverse questioni. Nel caso di Delfino l'immobile era in pessimo stato di conservazione già in epoca antecedente al sisma ed era soltanto al 50 per cento di sua proprietà. Stessa accusa per Mario Civisca (anche lui di Ofena) che prese contributi per 131 mila euro per un terreno di cui una particella non era nella sua disponibilità. Ad Annita Salvatori, titolare di una impresa agricola di Montorio al Vomano, venne invece erogata la somma di 73 mila euro per un immobile che, secondo l'accusa, «si trovava in stato di inagibilità già in epoca antecedente all'evento del 6 aprile 2009». E anche in questo caso ci sarebbe stata una dichiarazione non veritiera sull'immobile per la quale all'imputata venne attribuito un punteggio che la mise nelle condizioni di ricevere il contributo regionale.
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