E a Ofena mamme in campo contro il trasferimento

OFENA. A nulla sono serviti finora gli incontri con i dirigenti scolastici, con le maestre e con l'amministrazione comunale: l'asilo chiuderà. Ieri alcune mamme e nonne dei 10 bambini che avrebbero...
OFENA. A nulla sono serviti finora gli incontri con i dirigenti scolastici, con le maestre e con l'amministrazione comunale: l'asilo chiuderà. Ieri alcune mamme e nonne dei 10 bambini che avrebbero dovuto cominciare proprio ieri a frequentare a Ofena, hanno organizzato una protesta davanti alla struttura che, per mancanza del tetto minimo di iscritti, quest’anno è stato chiuso. «Senza l'asilo il paese muore», «Se questa è la buona scuola, governo Renzi vergogna!»: con questi slogan su alcuni cartelloni le mamme hanno espresso tutto il disappunto per quella che definiscono «un'ingiustizia». La battaglia per tenere aperto l’asilo non si fermerà. «I nostri bambini adesso sono costretti ad andare all'istituto comprensivo di Capestrano», spiega una nonna, «dove gli spazi sono meno ampi, c'è un solo bagno e la mensa dev'essere condivisa con gli alunni delle elementari e delle medie». «La soppressione della scuola di Ofena comporterà una serie di disagi trattandosi di bambini minori di 6 anni», dice Brigida Delfina.
A Capestrano ora potrebbe crearsi un problema di sovraffollamento nelle aule e la dirigenza scolastica ha deciso di controllare sino alla fine di ottobre il numero degli iscritti. Per legge, infatti, le classi non possono superare le 28 persone. «Non è vero che il numero degli iscritti quest’anno non c’era», fa notare sempre la nonna, «a giugno i bambini pronti a iscriversi erano 10. Ma la preside», conclude, «non ne ha tenuto conto». (m.g.)
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