E a Ortucchio l’opposizione vuole sfiduciare il sindaco

ORTUCCHIO. Minoranza consiliare pronta a entrare in gioco per dare la spallata al sindaco: il consigliere di opposizione, Mario D’Agostino, con il sostegno dei colleghi Guido Pignanacci e Federico D’A...
ORTUCCHIO. Minoranza consiliare pronta a entrare in gioco per dare la spallata al sindaco: il consigliere di opposizione, Mario D’Agostino, con il sostegno dei colleghi Guido Pignanacci e Federico D’Aulerio, è pronto a dare l’assist decisivo al vicesindaco ribelle Mauro Favoriti, e ai consiglieri comunali con delega all’Urbanistica e allo Sport, Fernando Di Genova e Berardino Gargale, per mettere la parola fine all’esperienza di governo di Raffale Favoriti.
D’Agostino annuncia «una mozione di sfiducia al sindaco». Azione mirata a verificare se quella clamorosa presa di distanza del vicesindaco con delega al Bilancio – e dei due consiglieri – era una reale presa di distanza da un sindaco che «non ha prodotto granché in questi primi due anni di amministrazione, oppure se è stato solo un gioco delle parti. «Se la reale intenzione del vicesindaco Mauro Favoriti, unitamente ai consiglieri Fernando Di Genova e Berardino Gargale è quella di mettere la parola fine all’amministrazione», afferma D’Agostino, «allora potranno certamente condividere la nostra mozione di sfiducia all’indirizzo di un primo cittadino che, diciamo la verità, in questo scorcio di legislatura non ha certamente brillato per risultati ottenuti. Se, invece, la bocciatura di quello strumento di fondamentale importanza per la vita del Comune, per il vicesindaco Favoriti era solo un gioco delle parti, allora ne prenderemo atto, insieme ai cittadini». Assestata la bordata sul bilancio, il vicesindaco Favoriti gioca di rimessa: «Vediamo che cosa fa il sindaco, tocca a lui dare un segnale concreto. Se cambia registro ok, allora si può discutere, altrimenti vedremo il da farsi».
A Raffaele Favoriti, quindi, il non facile compito di fare la prima mossa per cercare di ricomporre i cocci dell’amministrazione andata in pezzi per la controversa gestione economica di Palazzo, in particolare sulle ingenti spese legali dell’Ente, i costi per lo staff del primo cittadino e l’aumento dei buoni mensa per i bimbi delle scuole elementari e materne. (m.s.)
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