E a Sant’Apollonia si cercano ordigni bellici

7 Luglio 2023

Per l’altra infrastruttura del centro storico serve un altro passaggio prima dell’ok al consolidamento

L’AQUILA. Serve ancora un passaggio (l’ennesimo) per dare il via libera ai lavori di consolidamento strutturale del Ponte di Sant’Apollonia lungo via XX Settembre. Il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori ha chiesto – come peraltro prevede la legge – un’analisi “storica e documentale per la valutazione dei rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri interessati da attività di scavo”. Il Comune ha affidato a un tecnico l’incarico. Per i lavori sono disponibili 1,5 milioni (fondi Cipe).
Il progetto
Il progetto per il consolidamento del ponte sulla carta esiste dal 2013, ma poi ci sono stati una serie di intoppi che hanno fatto perdere praticamente 10 anni. Nel 2016 l’appalto venne aggiudicato a una ditta che, successivamente, vi rinunciò. Fu poi fatta un’aggiudicazione provvisoria all’impresa seconda in graduatoria che, a sua volta, comunicò di non poter dare più seguito all’offerta presentata in sede di procedura di gara, rinunciando quindi anch’essa all’aggiudicazione dei lavori. La procedura negoziata fu quindi annullata e si dovette aggiornare il progetto definitivo “alle intervenute disposizioni normative” e dare quindi avvio a una nuova procedura per l’affidamento del progetto esecutivo e la realizzazione dei lavori. Un paio di anni fa ci fu un ulteriore problema che riguardò la difficoltà che il tecnico incaricato della progettazione trovò “nello svolgimento delle operazioni di rilievo, verifica dimensionale e indagine sulle opere fondali, sulle pile e sulle spalle dell’opera, a causa della folta vegetazione presente, delle macerie adiacenti le strutture portanti del ponte e delle condizioni di accesso all’area di cantiere da parte di mezzi d’opera di qualunque dimensione”. Con una determina fu dato l’incarico a una ditta “per la pulizia dell’area sottostante il ponte”. In particolare l’impresa ha dovuto eseguire la “pulizia della scarpata, in corrispondenza della spalla Nord, per l’accesso all’area sottostante il ponte e realizzazione di una pista adibita e idonea al transito di mezzi d’opera (escavatore gommato); taglio di arbusti, alberi e vegetazione presente lungo i cigli della scarpata e in tutta l’area sottostante il ponte, nonché sulle spalle e pile dello stesso, al fine di rendere visibile e comodamente raggiungibile ogni parte dell’infrastruttura (pile, volte, spalle e fondazioni); caratterizzazione dei cumuli di terra e delle macerie presenti in corrispondenza delle fondazioni; rimozione dei cumuli di terra e delle macerie in corrispondenza delle fondazioni, inclusi il terreno e la vegetazione da rimuovere per eseguire le indagini visive in corrispondenza delle fondazioni del ponte, il tutto secondo le indicazioni dei progettisti e della direzione lavori; trasporto a discarica autorizzata delle macerie; realizzazione di recinzione di cantiere in corrispondenza delle barre d’acciaio presenti sul marciapiede est del ponte, per tutto lo sviluppo longitudinale dell’opera; messa in sicurezza e copertura dei pozzetti e degli scarichi alla base del ponte”. Fatto questo lavoro è stata avviata la progettazione definitiva e nel frattempo è stato necessario chiedere al Cipe di adeguare il finanziamento che dall’originario milione è lievitato a 1,5 milioni.